Ultimo aggiornamento : 17 Set 2020, 12:18

Zac, il mangiatore di giochi

17 Set 2020, 12:18 | Animali Cani News | Scritto da : Reporter

Zac, il mangiatore di giochi

Zac, il mio ultimo paziente, trepidante aspettava che io aprissi la porta della sala visita per fare il suo ingresso glorioso, pieno zeppo di rituali di saluto verso il sottoscritto e pronto per giocare con Emma, la mia Labrador più giovane. Emma gli porta un suo giochino: un riccio di pezza con dentro il campanellino che suona quando lo mordi. Iniziano a contenderselo. Zac – un bel maschio di golden retriver di diciotto mesi – se ne impossessa e lo protegge con fermezza e assertività. Mentre ci gustiamo i cani che giocano tra loro, il proprietario di Zac mi riferisce che il suo cane è diventato molto più possessivo e geloso dei suoi giochi, difendendoli strenuamente e, in alcune occasioni, anche ringhiando verso altri cani che intendono contendere un giochino con lui. In effetti, i segnali che mandava Zac con il riccio in bocca erano molto chiari; Emma, titubante, tentava di avvicinarsi ben consapevole dell’attenta protezione che Zac riservava verso il riccio che stringeva fortemente tra i denti. La reazione di Zac sul gioco è una tipica aggressione da “difesa delle risorse”, ovviamente amplificata dal fatto che non appena accenna a ringhiare il contendente si allontana. Chiedo al proprietario quale metodo adotta per “far lasciare” il gioco dal cane e anche lui, come normalmente avviene, adottava la tecnica dello scambio, ossia del baratto: io ti premio “con una crocchetta” o con un altro gioco  appena tu “lasci” l’oggetto. Io preferisco adottare la tecnica “io ho qualcosa di meglio da fare rispetto a quello che stai facendo tu”, ossia mi allontano dal cane facendo finta di nulla e manifesto un grande interesse per qualcos’altro: un giochino, un sacchetto di crocchette che scrocchia, un pezzo di carta ripiegato, ecc. Se riesco a essere interessante e ad ottenere “l’ingaggio”, riesco a assicurarmi la spontanea motivazione del cane a venire verso di me portando il suo livello di eccitazione ad un livello intermedio che rappresenta il livello ideale per poter apprendere delle nozioni. Mentre il proprietario del cane tentava con il baratto di ottenere la restituzione del riccio in cambio di una pezzettino di wurstel, con una rapida mossa degna del grande Houdini Zac ha fatto sparire il riccio sotto gli occhi increduli del proprietario, del sottoscritto e anche di Emma.

Zac è stato talmente rapido da rendere incomprensibile la magia della sparizione del riccio. Abbiamo guardato sotto la scrivania, sotto la cassettiera, ma nulla, il pupazzo non c’era e purtroppo era accaduto ciò a cui non volevamo credere; Zac aveva nascosto il riccio in un posto molto sicuro e protetto: il suo stomaco. Zac aveva ingerito il giocattolo in un sol boccone, alla velocità della luce, certo che dentro il suo ventre non sarebbe stato oggetto d’interesse da parte di Emma.

La pica, ossia l’ingestione di sostanze non commestibili, può avere varie origini e negli animali giovani è soprattutto un comportamento esploratorio. A volte può essere un conflitto motivazionale. Il conflitto avviene quando il cane è motivato a realizzare due comportamenti opposti, oppure quando per esempio non è sicuro delle conseguenze del suo comportamento; ciò dipende molto spesso da una risposta incoerente del proprietario.

Un altro conflitto motivazionale può nascere dalla frustrazione, ossia una situazione nella quale il cane è motivato a realizzare un comportamento ma non è capace di realizzarlo. Questo si potrebbe verificare quando il soggetto è molto eccitato da altri animali, persone o situazioni ambientali.

Zac era in conflitto, poiché non sapeva se l’interazione di gioco con Emma poteva significare contendersi il giocattolo e forse anche perderlo. Il problema può essere facilmente trattato tenendo gli oggetti d’interesse d’ingestione per i cani lontani, oppure fornire ai cani oggetti di dimensioni grandi, impossibili da ingerire, oppure oggetti interessanti e sicuri da masticare. Inoltre è molto importante assicurarsi che le necessità per il cane siano adeguatamente soddisfatte e che l’accesso alle risorse sia prevedibile. Che fine ha fatto il riccio? Un potente emetico ha indotto altrettanto velocemente il cane a rimetterlo. Zac ora sta bene e il riccio non potrà più… far male a nessuno! 

Marco Catellani
Medico Veterinario AUSL


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