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                 Comico e poeta, c’è LASTRICO
all’Altro Teatro di Cadelbosco
L’attore reso famoso da Zelig in scena il 9 febbraio col suo "One Man Show"
Attore, comico, autore e poeta. Da Zelig alle serie tv, Maurizio Lastrico il prossimo sabato 9 febbraio (ore 21) sarà sul palco del L’Altro Teatro di Ca- delbosco di Sopra in un’esplosione di energia e comicità teatrale. I suoi ende- casillabi danteschi sulle “sfighe” quotidi- ane saranno come sempre inframezzati da esilaranti monologhi sull’attualità e sui pregiudizi umani. Il tutto, neanche a dirlo, a ritmo da capogiro.
Lastrico è un artista a “tuttotondo” che trova nel contatto col pubblico la cifra più vera della sua creatività
L’artista genovese porterà in scena lo spettacolo “Quello che parla strano” nato dall’osservazione e spesso dalla frequentazione di realtà fra loro molto distanti (locali, in cui si confondono bor- bottii, mugugni, autoreferenze e luoghi comuni, oratori parrocchiali, teatri sta- bili, in cui si mettono in scena i grandi classici): una sorta di sperimentazione sul linguaggio comune e quotidiano dei giorni nostri.
Lastrico narra a modo suo storie con- densate in cui si genera un gioco comico di sicuro impatto, in grado di catturare il grande pubblico. Non mancano i suoi celebri endecasillabi “danteschi”.
In questo spettacolo l’attore e comico teatrale, televisivo e cinematografico propone il meglio del proprio repertorio, raccontando con ironia di incidenti quo- tidiani, di una sfortuna che incombe, di un caos che sembra divertirsi a rovinare i rari momenti di serenità della nostra esistenza.
Non tutti sanno che l’idea di trasporre in endecasillabi alcune scherzose storielle inventate è nata per “alleggerire” le dure ore di studio.
Lastrico aveva iniziato a parodiare Dante quando un’insegnante molto esigente della scuola di recitazione obbligava i ragazzi a studiare pagine e pagine di Divina Commedia a memoria per poi es- ercitarsi nella recitazione. Trasformare le terzine in giochi di parole dal contenuto assai poco culturale si era trasformato in una sorta di “sfogo”. All’inizio Maurizio Lastrico le componeva per scherzare con i compagni di studi ma poi, una mat- tina, la docente lo ha sentito declamare e lo ha convocato a colloquio suggeren- dogli di lavorare su questa idea per pro- porla in uno spettacolo che poi è appro- dato al palcoscenico di Zelig decretando il successo dell’attore genovese che tutti conosciamo.
         




















































































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