Ultimo aggiornamento : 13 Mar 2020, 10:28

Se tutti avessero lo stile di ARMANI

13 Mar 2020, 10:28 | Attualità Moda News Salute Volontariato & Beneficienza | Scritto da : Reporter

Se tutti avessero lo stile di ARMANI

Re Giorgio dona un milione di euro per la lotta al Coronavirus. Ma non tutti i “ricconi” seguono il suo esempio

Fosse per noi lo avremmo già proposto a Mattarella per un seggio di “senatore a vita”. Ma Giorgio Armani non ha certo bisogno della riconoscenza dei politicanti italiani per gesti che lo fanno svettare rispetto al resto dei “ricconi” del Belpaese.

“Re Giorgio” nei giorni scorsi ha donato un milione e 250 mila euro agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, Spallanzani di Roma e a supporto dell’attività della Protezione Civile per l’emergenza Coronavirus. “Milano mi é cosi cara e lo é anche per molti miei colleghi. Non sarebbe questa l’occasione di unire le nostre forze per far sì che tutto questo che amiamo di Milano sia di nuovo agli occhi del mondo?”, ha dichiarato Armani al Corriere. E subito il mondo della moda ha raccolto il suo appello.

Etro ha deciso di fare una donazione all’Asst Fatebenefratelli Sacco per aiutare la ricerca del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano (guidato dalla professoressa Maria Rita Gismondo), mentre Dolce&Gabbana ha sostenuto un’importante donazione a Humanitas University, finanziando uno studio coordinato dall’immunologo Alberto Mantovani, mirato a “chiarire le risposte del sistema immunitario al Coronavirus”.

C’è anche un po’ di Reggio in questa bella corsa alla donazione, grazie al CEO di Gucci Marco Bizzarri che per conto della casa di moda ha donato alla ricerca 100.000 euro.

Anche i tanti discussi Chiara Ferragni e Fedez si sono dati da fare donando 100.000 euro e dando il via ad una raccolta fondi per la creazione di nuovi posti letti all’interno del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano, posti come sappiamo necessari per affrontare l’emergenza sanitaria del Coronavirus e per fornire gratuitamente a ciascun paziente la cura medica di cui ha urgentemente bisogno.

Si sono mossi anche altri imprenditori, qualcuno in silenzio, qualcuno per evidenti ragioni di tornaconto di immagine.

Poi ci sono quelli che, nonostante la situazione di emergenza, fanno finta di niente. Guarda caso, proprio quelli che sono abituati a “battere cassa” con lo Stato. Stiamo parlando delle compagnie telefoniche (Tim su tutti), ma anche le aziende del settore alimentare (Barilla, ci sei?) o dell’automotive. Ci vuole stile anche nel donare. E Giorgio Armani ce l’ha.


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