Ultimo aggiornamento : 25 Lug 2022, 10:24

Scandiano, scoppia lo SCANDALO del trasporto pubblico

17 Feb 2022, 15:26 | News | Scritto da : Reporter

Scandiano, scoppia lo SCANDALO del trasporto pubblico

Scuolabus insicuri e non assicurati, la CNA chiede spiegazioni ai sindaci

 

Hanno fatto scalpore nelle scorse settimane le notizie provenienti da Scandiano e dall’area dell’Unione Tresinaro Secchia dove alcuni mezzi di trasporto pubblico incaricati dai Comuni (Scandiano e Casalgrande) per il servizio di scuolabus sono risultati essere non in regola con le norme minime di sicurezza e, in alcuni casi, persino senza le necessarie garanzie assicurative.

Una notizia che si è soliti leggere ad altre latitudini del Belpaese che conferma, purtroppo, che anche in Emilia non mancano certe consuetudini tipiche dell’Italietta.

Tra le poche voci che si sono alzate contro l’Unione Val Tresinaro Secchia c’è quella della CNA provinciale che, con il suo rappresentante Paolo Gaspari, chiede lumi ai diretti interessati.

“Già nel 2019 CNA Fita aveva segnalato l’anomalia della gara d’appalto per il servizio di scuolabus nella zona della Val Tresinaro – Secchia – denuncia Gaspari, noto imprenditore reggiano nonché presidente di NCC bus e auto dell’Unione CNA Fita – chiedendosi con quali mezzi, persone e modalità, l’azienda che si è aggiudicata l’appalto sarebbe riuscita a svolgere il servizio con una base d’asta che, conti alla mano, non garantiva un minimo di guadagno. Anomalia evidenziata anche alla Regione Emilia Romagna, ma senza alcun tipo di risultato”.

A quell’appalto tutte le imprese reggiane di trasporto persone associate a CNA Fita avevano deciso di non partecipare, perché la base d’asta con il criterio “dell’offerta maggiormente vantaggiosa” era considerato quanto meno insufficiente per far convivere qualità del servizio, rispetto delle regole e legittimo guadagno di chi svolge il servizio.

“Oggi purtroppo possiamo vedere i risultati della scelta da parte dei Comuni di affidare i servizi con il criterio del massimo ribasso – continua il dirigente CNA Fita – è evidente che una ditta proveniente da oltre 700km di distanza ha delle difficoltà maggiori nel garantire sia la sicurezza dei mezzi che il corretto servizio, specie in una situazione pandemica come quella attuale. Sia chiaro che non vogliamo farne una questione di “protezionismo”, quanto piuttosto rimarcare come le nostre aziende si trovano a gareggiare in condizioni impari rispetto ai concorrenti meridionali che godono di condizioni più favorevoli”.

Le aziende del territorio emiliano, infatti, sono svantaggiate perché hanno costi maggiori rispetto a quelle provenienti da alcune zone del sud del Paese, dove le Regioni garantiscono alle imprese incentivi, sia per l’acquisto dei mezzi che per l’abbattimento dei costi dei dipendenti. Quale la soluzione proposta da CNA?

“Potrebbe essere opportuno istituire degli strumenti idonei a costruire dei ‘costi minimi di sicurezza’ – conclude Paolo Gaspari – in modo tale da proporre gare di appalto ad un giusto importo. CNA Fita si è sempre resa disponibile a collaborare nella costruzione di valori corretti per le tariffe del trasporto persone, per evitare che le aziende si trovino a dovere ‘tagliare’ proprio su quei costi che incidono sulla sicurezza degli studenti. Solo il giusto prezzo è garante di sicurezza e qualità”.  


Lascia un commento