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PULCI e ZECCHE, l’importanza del controllo del pelo

9 Mag 2018, 14:30 | Animali REanimali | Scritto da : Alice Ravazzini

PULCI e ZECCHE, l’importanza del controllo del pelo

Colpiscono gli animali, ma sono una minaccia anche per i padroni

 

Pulci e zecche rappresentano, in questa stagione dell’anno, una preoccupazione ulteriore per chi ha a cuore la salute e il benessere del proprio animale.

Secondo una ricerca Doxapharma condotta su 408 proprietari di animali domestici che fanno uso di antiparassitari, solo un proprietario su due ritiene che il veterinario abbia un ruolo fondamentale per la salute del proprio animale. E meno della metà (il 46%) crede che il veterinario sia importante per proteggere l’intera famiglia, esseri umani compresi.

E’ un errore, perché i parassiti come pulci e zecche che colpiscono l’animale possono costituire una minaccia anche per la salute dell’uomo. Con il cambiamento climatico, questi ectoparassiti sopravvivono anche d’inverno e la temperatura media delle abitazioni italiane rappresenta l’habitat ideale per le pulci.

L’Associazione nazionale medici veterinari italiani ha promosso una campagnaper sensibilizzare sulla necessità della prevenzione antiparassitaria, che andrebbe impostata durante tuto l’anno e non più solo nei mesi caldi.

Bisognerebbe mettere in pratica delle buone regole comportamentali, spesso trascurate come mostra la stessa indagine Doxapharma, dalla quale emerge che sono veramente pochi (3%) coloro che, dopo una passeggiata all’aperto, controllano il pelo dell’animale alla ricerca di zecche e parassiti.

Il pericolo è anche per i padroni. La malattia di Lyme, trasmessa dalle zecche agli animali, può colpire anche l’uomo con sintomi neurologici anche gravi. Sempre le zecche possono trasmettere all’uomo un’altra malattia, la meningoencefalite da zecche, che nella maggior parte dei casi è asintomatica ma può arrivare a causare disturbi del sistema nervoso centrale.

Inoltre, l’infestazione delle pulci può trasformarsi in un vettore per virus e batteri, così da infettare anche l’uomo, come ad esempio nel caso dei batteri del genere “Rickettsia”, che provocano febbre e tifo, o i batteri del genere “Bartonella”, trasmessi dai graffi del gatto all’uomo, dove causano febbre, malessere, dolori articolari. Infine, l’uomo può essere afflitto dalle stesse dermatiti che le pulci causano a cani e gatti.

C’è poi il pericolo meno conosciuto, quello dei pappatagi che trasmettono la leismaniosi.


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