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REPORTER | Il giornale di Reggio Emilia , gio 23/11/2017

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Il modello delle scuole reggiane, tra realtà e propaganda

Il modello delle scuole reggiane, tra realtà e propaganda
Reporter
  • On lun 13/11/2017
  • https://www.reporter.it

Dopo i topi all’asilo comunale Diana, ora anche il crollo dei soffitti all’istituto comprensivo “Gino Bartali” in via Premuda. Chissà se il sindaco Luca Vecchi, impegnato in un tour australiano con un’ampia delegazione reggiana, avrà parlato anche di questo nel presentare il “modello reggiano” dell’educazione e dell’istruzione. Ogni volta che valicano i confini nazionali, i nostri amministratori si riempiono la bocca di termini pomposi come “Reggio Approach”. Ma più si allontanano dalla città (Sudafrica o Australia, le mete scelte non sono quasi mai sgradevoli…) e più perdono di vista i problemi dei reggiani. Il rischio che perdano anche il consenso politico no, ma questo solo per colpa di opposizioni ridicole che non riescono ad approfittare di un Pd ormai incapace di dialogare con i suoi cittadini. Ma va bene così. Ci sarà sempre un altro stato nel mondo dove andare a esibire i muscoli del nostro “Reggio Approach”, ci sarà sempre una delegazione di insegnanti ed educatori stranieri attirati come api al miele che inseriscono la tappa del Centro “Loris Malaguzzi” tra una visita agli stabilimenti della Ferrari e un tour sotto i portici di Bologna, ci sarà sempre un sistema mass-mediatico “amico” che evidenzierà la propaganda, sottacendo la realtà dei fatti. Reporter, come ben sanno i nostri lettori, non ama le fette di prosciutto sugli occhi e quindi continuerà a chiedersi, e a chiedervi, come sia possibile che questa città un tempo realmente modello, soprattutto nel welfare e nel sistema educativo, sia finita a vivere tra i topi e i calcinacci.

 

Crolla il controsoffitto della “Bartali” – foto di Corrado Bertozzi

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