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Ma la Satira con le “regole” non è più una vera Satira

9 Gen 2015, 15:37 | Attualità News | Scritto da : webrep

Ma la Satira con le “regole” non è più una vera Satira

Ogni tanto le coscienze, più o meno libere, si svegliano. Per farlo, purtroppo, c’è bisogno sovente di fatti ecclatanti, con inutili spargimenti di sangue e sofferenze. L’ultimo caso è quello di Parigi con la barbara strage di 12 persone compiuta in nome di non si capisce quale Dio o profeta. Il tutto per una serie di vignette satiriche, massima libertà del pensiero umano, quella che stimola il riso aprendo una breccia su problematiche reali del nostro vivere quotidiano. Due cose in particolare mi hanno colpito del dramma parigino. Innanzitutto, le belle facce sorridenti dei colleghi caduti, nuovi martiri del terzo millennio, nelle loro fotografie rese pubbliche dopo l’uccisione: me li immagino così anche davanti al mirino dei terroristi, splendidi nel loro estremo atto di persone libere, un sorriso in risposta alla violenza, prima che mani indegne autografino la parola “fine” in calce alle loro vignette. L’altro aspetto stimolante è quello relativo all’apertura dell’ennesimo dibattito italiota sull’argomento. Soprattutto da sinistra, molti hanno fatto gara ad aggiungere quelle due paroline “Sì, però…” ai commenti post sparatoria. “Sì, però, avevano esagerato”, “Sì, però, c’è un limite a tutto anche alla satira”, “Sì, però, la religione non si tocca”, “Sì, però, non si può deridere la sensibilità altrui”. A questi benpensanti dell’ora dopo noi rispondiamo che la satira o è libera di colpire tutto, tutti e sempre. O non è satira. Ci schieriamo dalla parte della libertà, massima conquista del nostro vivere moderno e civile. Quindi si può, anzi, si deve fare satira su tutto. Anche su Dio. Anche su Imam, Papi, Rabbini. In Italia, per fortuna, ci sono poche, ma deliziose nicchie di satira che non hanno paura di puntare la matita e la telecamera su questi scomodi obiettivi. No, non pensate ai vari Vauro, Staino e compagnia. Loro si limitano a sbeffeggiare il teatrino della politica. La vera satira libera potete trovarla in alcune pubblicazioni, qualche blog e sito web e anche, seppure in tarda serata, sul piccolo schermo. I cartoni animati, proprio così, sono in prima linea. “I Griffin”, “South Park”, “American Dad”, solo per fare tre esempi, sono pieni di riferimenti satirici a religioni e religiosi, di ogni tipo. Nessuno ne parla, perché l’audience italiota premia programmi come X Factor o il Grande Fratello, Vespa, Fazio e Sanremo e quindi si scandalizza più facilmente per bestemmie telecomandante o immagini osè che sollecitano appelli, fondi sui giornali, comunicati del fantomatico Moige. Eppure, questi tre cartoni animati, relegati su Italia2 e Mtv, basterebbero a zittire chi sostiene che in Italia non si fa satira libera a 360 gradi. Sempre su Mtv, ricordo alcuni sketch dei Soliti Idioti, molto duri nei confronti del Vaticano e del clero. Su Rai5 ogni sera c’è Dave Letterman che certo non le manda a dire a Bergoglio o all’Isis. La libertà di pensiero c’è. Basta solo cercarla. E diffonderla, come cultura da difendere contro la stupidità della violenza di chi pensa che ci sia un Dio desideroso di vedere spargere sangue in suo nome.

GABRIELE CANTARELLI