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Lipu: “Chiediamo 25 euro al giorno, sono forse troppi per il Comune?”

3 Lug 2015, 17:12 | Attualità News Politica | Scritto da : webrep

Lipu: “Chiediamo 25 euro al giorno, sono forse troppi per il Comune?”

Operativo sul territorio reggiano da quasi 15 anni il Cras Lipu Croce Alata è da sempre un punto di riferimento per tutti i cittadini per la cura dell’avifauna selvatica. Tuttavia Cras Lipu non vuole dire solo cura degli animali in difficoltà, lo chiediamo a Mercedes Lombardo, responsabile Lipu provinciale e responsabile della struttura.
“Il ruolo del Cras è molto più ampio, siamo al servizio dell’ambiente e delle persone. Sono le persone che quando trovano un animale ci contattano e ce lo portano, in quel momento si sentono responsabili per l’animale ed hanno bisogno di risposte, di sapere a chi rivolgersi. Ogni anno diamo anche centinaia di consulenze ed incontriamo i bambini delle nostre scuole con progetti di educazione ambientale. Ci siamo occupati anche di emergenze ambientali come l’epidemia di botulino di qualche anno fa nel tratto cittadino del Crostolo. Ricordo che gli enti ci avevano chiesto anche di andare nel greto del fiume armati di guanti e calosce a raccogliere cadaveri ed esemplari agonizzanti per cercare di salvarli: lo abbiamo fatto pensando in primis agli animali”
Quale è la situazione del Centro Recupero oggi?
“Stiamo attraversando forse il periodo più buio della nostra storia. La sensazione è che non ci sia nessun interesse verso quello che facciamo da parte degli Enti. La situazione è molto critica in quanto da più di un anno non riceviamo contributi dal Comune. L’attività del Cras ha dei costi di gestione alti e non deferibili. Ci sono le utenze, i veterinari specializzati, una vasta gamma di alimenti per gli animali nonché prodotti per la pulizia e la disinfezione. Per avere anche sommariamente un’idea basti provare ad annualizzare il costo dei sacchi per i rifiuti… è un numero a tre cifre!”
Ma quindi se non ricevete contributi come fate fronte alle spese di gestione?
“Noi volontari ci stiamo facendo carico di tutte le spese quotidiane perché gli animali hanno fame tutti i giorni e tutti i giorni devono essere curati. Alcuni cittadini hanno capito il problema e ci aiutano per quel che possono con piccole offerte. Siamo una ventina di volontari specializzati operativi in sede a cui si aggiunge un’altra ventina di persone che ci supporta nelle attività esterne e personalmente non trovo giusto che questi volontari che già mettono a disposizione della città tempo e competenze debbano anche pagare i costi del servizio che svolgono .. tra noi ci sono anche studenti e disoccupati e non si tirano certo indietro.”
Avete avuto incontri con il Comune su queste problematiche?
“Abbiamo avuto il primo incontro congiunto Comune-Provincia nel dicembre 2014, da quel tavolo siamo usciti con la promessa di una risposta entro gennaio 2015. Per noi è importante poter pianificare l’attività annuale e soprattutto quella del periodo estivo che è il momento più critico a causa delle nidificazioni e del conseguente aumento esponenziale del numero di ricoveri. A gennaio non è arrivata nessuna risposta. Abbiamo aspettato e abbiamo chiesto e supplicato nuovamente svariate volte ma non abbiamo mai ottenuto risposte. C’è sempre da aspettare ed aspettare che da noi si traduce con pagare e pagare. Dopo 4 mesi ad aprile abbiamo deciso di andare in Consiglio comunale… la primavera con il suo carico di problemi era alle porte. Ancora una volta promesse: doveva esserci l’approvazione di bilancio la settimana successiva bastava attendere ancora un po’. Lo abbiamo fatto, abbiamo ritelefonato e ci hanno proposto di decurtare i 10.000 euro richiesti del 30% portandoli a 7.000. Certo 7.000 non bastano a coprire i costi del servizio ma almeno era qualcosa ma niente. Telefonicamente ci dicono di aspettare la variazione di bilancio di Luglio e quando chiediamo certezze sulla data la dirigente ci dice luglio, forse settembre..? Niente certezze, anzi.
Comprendiamo ancora una volta i tempi degli iter degli Enti, cerchiamo ancora una volta una soluzione di compromesso. Il direttore della nostra sede nazionale si dichiara disponibile ad aiutarci economicamente a fronte di una garanzia scritta del Comune alla stipula della convenzione entro dicembre 2015. Ma dal Comune la risposta dopo tanto richiedere è ancora una volta evasiva: non possono prendersi impegni, stanno lavorando per cercare di trovare i fondi fino ad un massimo di 7000 euro. Tradotto non ci sono certezze che i fondi vengano trovati, non ci sono certezze su quanti ne possano venir trovati, non ci sono certezze su quando possano eventualmente venirne trovati. Noi le certezze le abbiamo: il conto della farmacia e dei negozi: gli animali mangiano tutti i giorni, è certo!”
Uno sguardo al futuro: come vedete il Cras di domani?
“Una città come Reggio in cui c’è una forte sensibilità ambientale avrà una sempre maggiore necessità dei servizi offerti dal Centro Recupero. Il Centro dovrà essere in grado di rispondere a queste esigenze e stare al passo con le richieste di cittadini sempre più attenti e responsabili ma anche e soprattutto dovrà essere in grado di creare crescita della coscienza ambientale, di creare stimoli ed interessi.
Quali sono le vostre richieste al Comune?
“Proprio in questo contesto il Cras necessita di un riconoscimento da parte degli Enti che istituzionalizzi e valorizzi il suo ruolo. Sono tante le sinergie che si potrebbero attuare per il nostro territorio. Non sto parlando solo di un contributo economico che peraltro è la base imprescindibile da cui partire quanto di un riconoscimento di ruolo. Partire con la stipula di una convenzione, magari triennale che dia un po’ di visibilità sul futuro credo sia il primo passo in questa direzione. Abbiamo richiesto un importo di 25 euro al giorno, 10.000 euro l’anno: è forse una cifra troppo alta per un Comune come quello di Reggio?
“Vogliamo avere ancora fiducia in questa Giunta per risolvere questo che riteniamo essere un piccolo problema per un Comune come Reggio ed un insormontabile ostacolo per noi”.