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Eric Burdon e Wolfmother, che colpacci a FestaReggio

13 Mag 2016, 15:55 | Attualità News Spettacoli | Scritto da : Reporter

Eric Burdon e Wolfmother, che colpacci a FestaReggio

Dopo i Kula Shaker altri due grandi nomi del rock internazionale

 

Ancora anticipazioni a tempo di rock per l’edizione 2016 di Festareggio. Il rock puro dei Wolfmother (24 agosto) e quello immortale di Eric Burdon and The Animals  (31 agosto) vanno ad arricchire il cartellone spettacoli della kermesse estiva del Partito Democratico. Dopo l’esplosiva psichedelia pop dei Kula Shaker (23 agosto), giungono nuove conferme della sintonia di Festareggio con la grande musica internazionale inaugurata nella scorsa edizione.
Tre nomi capaci di soddisfare gli appassionati con il migliore rock di tutti i tempi, da quello più classico all’hard rock anni ’70, fino all’esplosione indie e psychobrit di fine anni ’90. Tre serate da non perdere, anche perché a oggi le date italiane di Burdon e Wolfmother sono le uniche previste in Italia.

 

DALL’AUSTRALIA I NUOVI LED ZEPPELIN
Mercoledì 24 agosto a Festareggio arrivano i travolgenti Wolfmother, in perfetto equilibrio tra hard rock e psichedelia anni ’70. La band australiana, capitanata da Andrew Stockdale, è in tour per presentare il nuovo lavoro in studio, Victorious, edito lo scorso febbraio dalla Universal Music. Si tratta del quarto album dei Wolfmother che, proprio quest’anno festeggiano i 16 anni di attività e lo fanno con un album dal sound maturo che rispecchia perfettamente le cifre stilistiche della band e che sta godendo di grande successo di critica e di pubblico.
Il frontman Andrew Stockdale ha iniziato a lavorare all’album lo scorso gennaio nel suo studio di registrazione nel New South Wales, componendo su tutti gli strumenti e utilizzando lo stesso approccio creativo già sperimentato dieci anni fa con l’album d’esordio della band. Oltre a cantare, Stockdale ha registrato le tracce di chitarra e basso e si è avvalso della collaborazione dei batteristi Josh Freese (Nine Inch Nails, Bruce Springsteen, A Perfect Circle) e Joey Waronker (Beck, Gnarls Barkley, REM), e del pluripremiato produttore BrendanO’Brien (Pearl Jam, Soundgarden, Bruce Springsteen).
La carriera dei Wolfmother è costellata da grandi riconoscimenti tra i quali l’ingresso nella UK Music Hall Of Fame e la partecipazione a tutti i maggiori festival mondiali tra i quali Coachella, Lollapalooza, Reading e Leeds, oltre ad aver aperto concerti delle icone del rock Aerosmith e AC/DC. Considerati i migliori eredi dei Led Zeppelin degli anni 2000, forti di oltre due milioni di dischi venduti in tutto il mondo, i Wolfmother con il loro sound selvaggio e irruento sono una perfetta macchina da concerti, che non mancherà di accendere e travolgere il pubblico con la sua irresistibile energia hard rock.

 

UN “ANIMALE” DA PALCOSCENICO
Non ha certo bisogno di presentazioni Eric Burdon, che proprio oggi (11 maggio) compie 75 anni a coronamento di una carriera costellata di successi. Protagonista indiscusso con la sua voce tagliente e inconfondibile della “British invasion” degli anni ’60 che rivoluzionò la musica americana, Burdon con i suoi The Animals è considerato il pioniere della via europea al rhythm & blues, capace di anticipare le nuove tendenze come il garage-rock degli anni ’60 o il punk-rock anni ’70.
La data a Festareggio, in programma mercoledì 31 agosto, è l’unica occasione per ascoltare dal vivo in Italia un artista che ha fatto la storia del rock, definito da Rolling Stone “tra le 100 più grandi voci di sempre”. E per lasciarsi emozionare dai tanti capolavori degli Animals, tra cui le inconfondibili “The House of the Rising Sun”, “Don’t Let me be misunderstood” e “We Gotta Get Out of This Place”, tra le canzoni più amate nella storia della musica.
Si può leggere la carriera di Burdon come una continua tensione per superare la risonanza planetaria di quel successo, sempre nell’alveo della controcultura: dall’atmosfera satura di carbone di Newcastle Upon Tyne, nel nord dell’Inghilterra, al palco leggendario del Festival di Monterey, dagli inni anti-Vietnam che hanno definito una generazione al suono nero della band funk War, fino alla collaborazione con il fratello bluesman Jimmy Witherspoon, per arrivare all’album solista My Secret Life. Accreditato come precursore delle scene grunge e heavy metal, la sua influenza si fa sentire in tutto il mondo, dai White Stripes ai Deep Purple.

 

IL MEGLIO DEL BRIT POP
I Kula Shaker, ultima grande band eretica del rock britannico, saranno invece i protagonisti della serata di martedì 23 agosto. Il gruppo psycho-brit del biondo e carismatico Crispian Mills è tornato agli antichi fasti – che alla fine del millennio li videro dominare le classifiche di tutto il mondo, diventando con i loro mantra un fenomeno di culto nel panorama internazionale – con K 2.0, il nuovo disco uscito lo scorso febbraio, dopo l’uscita dell’ultimo lavoro, K. Il sound rivisitato, con una nuova carica e tantissima energia, è il segno che la band è decisa a riprendersi lo scettro del pop che un tempo le apparteneva.