Ultimo aggiornamento : 13 Mar 2020, 10:28

CORONAVIRUS, una follia tutta italiana

28 Feb 2020, 10:22 | Attualità News Salute | Scritto da : Reporter

CORONAVIRUS, una follia tutta italiana

L’approccio irrazionale e “social” all’influenza ci rende patetici al resto del mondo

Non c’è niente da fare. Siamo un popolo di santi, poeti, navigatori e… “coglioni”. Dopo essersi bruciati il cervello con una settimana di Festival di Sanremo, gli italiani (anzi, gli “italioti”) trovano subito un altro filone di interesse e discussione, social ovviamente. Il Coronavirus irrompe nei tinelli tricolori dando vita al peggio dell’homo italicum, un carnevale di atteggiamenti sciocchi, insensati, irrazionali degni di un film dei Vanzina. A cominciare da politici/istituzioni ormai schiavi degli umori del web con approcci ai problemi ormai slegati dalla realtà delle cose. La corsa ai supermercati è la fotografia di questa inarrestabile discesa agli inferi della decenza. L’ultimo chiodo sulla bara lo mette il Governo affidando ad Amadeus (!) lo spot con i consigli utili agli italiani. Da Sanremo al Coronavirus, il cerchio si chiude.

L’EUROPA CI RIDE DIETRO
Sembra che il presidente francese Emmanuel Macron, rivolgendosi al suo capo di gabinetto, abbia definito l’approccio italiano al Coronavirus un atteggiamento da “codardi”. Per una volta, ci sentiamo d’accordo con lui e il popolo francese. A nulla valgono i pareri di esperti internazionali, degli stessi principali virologi italiani che continuano a stigmatizzare la portata del Coronavirus rispetto alle altri comuni influenze. E’ bastato il “chiudere tutto” del Governo ripreso dall’ex governatore di ferro Stefano Bonaccini per mandare tutto in psicosi. Scuole chiuse, eventi sportivi rinviati, mostre, cinema, concerti: tutto chiuso. Provvedimenti esagerati che hanno mandato nel panico l’italiano medio. La conseguenza? La corsa alla mascherina (inutile se non sei malato), all’Amuchina gel e al supermercato per fare scorta di pasta e acqua minerale manco fossimo in guerra. Ennesimo atteggiamento irrazionale, dato che nulla impedisce all’acqua di sgorgare ed essere imbottigliata e infine distribuita. Tutto molto assurdo, tutto molto surreale.

I CONSIGLI RAZIONALI
Attenzione, non stiamo snobbando o sottovalutando il problema. Che c’è ed è reale. Ma proprio per questo va affrontato con razionalità e dando alle cose la loro esatta portata. A tal proposito l’Ausl di Reggio Emilia ricorda che le persone con sintomi respiratori sospetti non devono recarsi spontaneamente né al Pronto Soccorso né in qualsiasi altro ambulatorio. In caso di febbre e/o tosse l’invito è di non presentarsi di persona, ma telefonare al Medico di medicina generale, Pediatra di libera scelta, Servizio di Continuità Assistenziale. Il medico valuterà se effettuare la visita al domicilio. In caso di sintomi respiratori importanti chiamare il 118. C’è inoltre l’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso in Emilia-Romagna da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva. Restano valide le misure di prevenzione come lavarsi spesso le mani, coprire bocca e naso con un fazzoletto monouso se si starnutisce o si tossisce, non prendere farmaci antivirali o antibiotici a meno che siano prescritti dal medico, indossare la mascherina solo se si sospetta di essere malati, chiamare il numero 1500 in caso di febbre o tosse e rientro dalla Cina da meno di 14 giorni. Si chiama razionalità, e gli italiani sembrano esserne privi.


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