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CONTRO LE SARDINE, L’ELOGIO DEI SALMONI

22 Nov 2019, 13:26 | Attualità News Politica | Scritto da : Reporter

CONTRO LE SARDINE, L’ELOGIO DEI SALMONI

Dai Girotondi alle Sardine. Tralasciando ogni commento sulle scelte semantiche, resta l’annoso dubbio se, tali forme di movimentazione si traducano poi in voti nelle urne elettorali.

Sabato 23 novembre le “sardine” invaderanno anche la nostra città, pare in piazza Prampolini. Facile e scontato immaginare i titoli nelle ore immediatamente successive con esibizioni di muscoli sul numero di presenze in piazza e pacche sulle spalle a vicenda per sentirsi “cool” e aver scelto di stare, of course, dalla parte giusta.

Ma se provate a chiedere ad una delle “sardine” il motivo della presa delle piazze, vi sentirete rispondere un eloquente “Perché odio Salvini”. Il quale Salvini, le piazze le riempie davvero da anni nel disinteresse dei media borghesi e benpensanti.

Altre sardine risponderanno: “Perché non voglio che la mia meravigliosa Emilia Romagna finisca nelle mani dei cattivoni della Lega”. E in questo caso la replica sarebbe fin troppo semplice. “Ma scusa, ragazzo mio, ma non basterebbe andare a votare? Che bisogno c’è di stringersi in una scatola di latta?”.

Perché la sensazione è che si tratti dell’ennesima strumentalizzazione giocata con le armi del marketing politico abile nello sfruttare alcuni ragazzi bolognesi annoiati (e ricchi) di bell’aspetto bravi e con tanto tempo libero nel dare identità al movimento slogan e nomi accattivanti.

Il problema però è che manca un motivo valido. Salvini non governa nulla. Né a Roma, né a Bologna. La piazza di solito protesta contro i governanti, le sardine no. Loro protestano contro una persona. Quanto sono banali e benpensanti questi giovani, così preoccupati di essere “politicamente corretti” in piazza. E magari nel privato continuare a fare battutine contro gli ebrei o ridere di barzellette sessiste. Svegliatevi ragazzi, più che alle sardine mirate a diventare “salmoni”, cioè persone capaci, usando la propria testa, di andare controcorrente. Ma veramente contro il pensiero unico dominante. Che, statene certi, non è quello di Matteo Salvini.


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