Ultimo aggiornamento : 19 Set 2022, 12:15

ARTE IN FABBRICA AL TECNOPOLO

2 Set 2022, 12:00 | News | Scritto da : Reporter

ARTE IN FABBRICA AL TECNOPOLO

Una mostra fotografica riporta alla luce le vecchie “Reggiane”

 

All’interno del Tecnopolo di Reggio Emilia, che ha sede nel Capannone 19 delle storiche Officine Meccaniche Reggiane, sarà allestita dal 10 settembre al 16 ottobre “RES Derelictae. La fabbrica produce ancora?”, mostra dei giovani artisti Dario Tarasconi e Andrea Scazza che si propone di portare all’attenzione del pubblico l’estrema contemporaneità di quella che è stata una delle realtà industriali più importanti in Italia. Luogo di produzione e di socialità, di degrado e di abbandono, di innovazione e cultura, la fabbrica è ancora oggi capace di arricchire l’immaginario di una città che osserva se stessa in divenire, riconoscendo la bellezza nell’imperfezione.

Curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei, l’esposizione sarà inaugurata sabato 10 settembre, alle ore 17.30.

Il progetto di Dario Tarasconi e Andrea Scazza nasce da un ritrovamento fortuito avvenuto nel 2019 in uno dei capannoni abbandonati di via Agosti: 180 fotografie recuperate da un seminterrato normalmente non agibile a causa delle infiltrazioni d’acqua. Riproduzioni fotografiche delle Officine Reggiane e delle attività che si svolgevano al loro interno e nei cantieri esterni, sottoposte dall’umidità ad un processo di deterioramento che le ha trasformate in composizioni astratte. Nella quasi totalità delle immagini si sono sorprendentemente salvate le figure umane, come se il tempo non riuscisse a scalfirne la presenza.

«Numerosi gli interrogativi che si vogliono sollevare con l’esposizione delle immagini ritrovate e consunte dal tempo – spiegano Tarasconi e Scazza. Primo tra tutti: la fabbrica ha veramente smesso di produrre? E di conseguenza, quali sono i prodotti attuali? Cosa li identifica come belli/desiderabili? E ancora, può esistere un capitale (fotografico, artistico, umano) da scoprire in un luogo abbandonato che ha smesso di produrre “utili” d’impresa? Cos’è che vediamo/trascuriamo quando oggi sentiamo parlare di Reggiane negli episodi di cronaca? Cosa si cela sotto al senso comune del “degrado” che ricopre le molteplici narrazioni possibili come uno strato d’acqua stagnante che impedisce di vedere oltre? Esistono forse altre narrazioni possibili? Questa inedita iconografia fotografica Jolie Laide (marcia e sublime), sospesa tra l’onirico ed il surreale, è capace di strappare all’oblio i frammenti della memoria di un luogo simbolo della storia del ‘900 e di restituirceli con una potenza estetica e visiva sconvolgente. La fabbrica ha permesso l’incontro di due anime artistiche apparentemente lontane, ma entrambe accomunate dall’interesse di “scavare sul fondo” e arrivare alla radice delle cose».

L’esposizione si compone di una cinquantina di fotografie, accuratamente selezionate e stampate su forex, posizionate lungo il perimetro del capannone secondo un percorso che valorizza il capitale estetico che il luogo ha prodotto. Nella parte interna sarà, inoltre, installato un apparato video e audio per riprodurre alcuni contenuti multimediali relativi alla realizzazione del progetto e al taglio interpretativo dato alle immagini.

La mostra sarà visitabile da lunedì a venerdì con orario 8.30-17.30, sabato 15.00-19.30, domenica 15.00-19.30. Ingresso libero.


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