Venerdì 10 settembre 2010
Attualità

Faccia a faccia / A pedali, nella storia

di Diego Oneda

Danilo Barozzi (81 anni) ed Andrea Pagoto (23 anni), ciclisti professionisti di ieri e di oggi, ci guidano in un viaggio nel fantastico mondo della bicicletta, dai tempi di Coppi a quelli di Armstrong

Carta d’identità (nome, cognome, età, data e luogo di nascita, titolo di studio, stato civile ed eventuale prole)
P: Andrea Pagoto
23 anni
nato a Montecchio Emilia
l’11 luglio 1985
Residente a Treviso
Diploma Tecnico grafico
Celibe

B: Danilo Barozzi
81 anni
nato a Bagnolo in Piano
il 21 agosto 1927
Residente a Bagnolo in Piano
Licenza elementare
Separato con un figlio

Ciclista professionista da quanti anni?

P: Questo è il quarto anno. Sono professionista dal 2006
B: Sono stato professionista per dieci anni, dal 1949 al 1958

Come è nata la passione per le due ruote?
P: Mio padre correva e io mi sono incuriosito fin da piccolo. Ho iniziato presto ed ho avuto la fortuna di essere allenato da Reverberi…
B: Ero molto giovane e venivo a Reggio a consegnare il pane. Qui conobbi un meccanico che mi fece scoprire la bicicletta. Ricordo che la mia prima bicicletta aveva i cerchi in legno

Il più grande campione di sempre?
P: Eddie Merckx
B: Fausto Coppi, ma io ho corso anche con Bartali… Erano fortissimi

Il ciclista più sopravvalutato?
P: Ivan Quaranta
B: Non mi sento di indicare nessuno, eravamo una famiglia…

Il suo ricordo migliore in bicicletta?
P: La cosa più bella del mio lavoro è la possibilità di viaggiare e scoprire nuovi posti
B: In dieci anni, di ricordi ne ho moltissimi. Soprattutto mi piace ricordare le trasferte, i viaggi in treno, i vagoni pieni di ciclisti che si trasferivano per gareggiare. Momenti eccezionali…

La gara che ricorda come la migliore?
P: Il 10° posto al Giro di Lombardia al primo anno da professionista
B: La vittoria al Gran Premio di San Marino. Vinsi 3 giorni dopo che Coppi divenne campione del mondo. Ricordo che Fausto venne da me e mi disse “Bravo Danilo, sei andato forte!”

Come si prepara/preparava per le gare?
P: Si fissa un calendario di appuntamenti importanti, si costruisce la preparazione su quelle gare. Ci si allena ogni giorno, dalle 3 alle 6 ore, e si distribuisce lo sforzo in modo da arrivare al massimo a quelle gare
B: Si gareggiava mediamente dal venerdì alla domenica. Dopo la gara un giorno di riposo e due di allenamento, uno leggero e uno duro

Come si alimenta/alimentava durante le gare?
P: Prendo sei o sette panini al prosciutto o alla marmellata. Nel finale, poi, solo zuccheri già pronti per esser subito assorbiti
B: C’era Giannetto Cimurri che ci preparava torta di riso, banana, pane, burro e marmellata

Ha mai fatto uso di doping?

P: Mai
B: Sarò sincero. In dieci anni, ho conosciuto un paio di pastiglie di supamina, una sostanza per la quale qualsiasi dottore si metterebbe a ridere…

Cosa pensa dell’esplosione del doping nel ciclismo?
P: Purtroppo è una realtà. La cosa che spiace è che trovino positivi tutti, da quelli che vanno piano a quelli che vanno forte e che, in teoria, non ne avrebbero bisogno. Pensare a tutti i sacrifici che faccio, è un po’ demotivante…
B: C’è chi rischia troppo. D’altra parte, però, se si deve andare a 60 all’ora… A pane ed acqua non ci si va!

Un ciclista professionista guadagna/guadagnava bene?
P: Non mi posso lamentare. Ma se guardo ai professionisti di altri sport il paragone è ingeneroso. Un panchinaro di serie C, nel calcio, guadagna il triplo di quello che guadagno io…
B: Nel mio anno migliore ho guadagnato 4 milioni. Allora erano tantissimi soldi e io mi sono costruito a Bagnolo la casa più bella del paese

Per arrivare ad alti livelli sono molti i sacrifici da fare?

P: Bisogna fare una vita regolare, fare sacrifici ed avere una persona al tuo fianco disposta a fare altrettanto. La bici non perdona…
B: Dipende dai tempi. Ai miei tempi sì, perché c’erano tantissimi campioni. Ai tempi di Merckx, per fare un esempio, arrivare in alto era molto più facile. Non c’erano avversari…

Chi getta dalla torre… Coppi o Merckx?
P: Merckx perché Coppi è italiano… Erano comunque due fenomeni
B: Merckx. Andava forte ma non ha mai regalato ai tifosi le imprese di Fausto Coppi

…Armstrong o Basso?

P: Armstrong
B: Basso, Armstrong ha vinto sei Tour de France e non può essere un caso…

…Di Luca o Cunego?

P: Cunego
B: Non saprei. Son due bravi corridori ma niente di più

Meglio tirare o farsi tirare?
P: Se si può, farsi tirare…
B: Se ti fai tirare risparmi il 20% della fatica. Fate voi…

Cosa pensa del ritorno di Armstrong alle corse?
P: Secondo me è un compromesso tra la reale voglia di tornare e un po’ di sano marketing. Mi fa piacere perché lo fa anche per scopi umanitari. Comunque chi l’ha incontrato dice che va davvero forte…
B: Ha fatto bene. Oggi si può essere grandi corridori anche a 35 anni

Un politico con cui andrebbe a fare un giro in bici?
P: Nessuno
B: Andrei volentieri a fare un giro con Romano Prodi

Un politico a cui consiglierebbe di pedalare lontano?
P: Nessuno
B: Non voglio fare nomi, ma sarebbe ora che certi politici di una certa età vadano a casa

Una donna con cui farebbe una volata?
P: Monica Bellucci
B: La mia ex compagna che purtroppo non c’è più

Essere un professionista aiuta con il gentil sesso?

P: Un po’ aiuta perché hai molta più visibilità. Ma poi ci devi mettere del tuo…
B: A 20 anni ero belloccio, con un po’ di soldi e una bella casa. Volendo eran tutte mie, ma io andavo a letto presto la sera…

Si è mai ubriacato?
P: Sì, certamente… Soprattutto a fine stagione, però…
B: No. Mi piace bere un bicchiere di vino a pasto ma non esagero mai

Il giorno più bello della sua vita
P: La mia nascita!
B: Il mio matrimonio, ma anche le belle gare e i ritorni a Bagnolo con il paese che mi aspettava in piazza

In politica, destra o sinistra?
P:
Destra
B: Sono nato povero ed ho sempre votato a sinistra

Un suo giudizio di Reggio

P: Purtroppo ci sono sempre meno reggiani
B: Oggi Reggio è una città all’avanguardia, ci sono soldi, lavoro e prospettive. I reggiani poi sono sempre gente onesta, che lavora e ha tanta iniziativa

Un saluto al suo “rivale” qui a fianco?
P: Lo saluto dicendogli che, quando smetterò, spero di mantenermi in forma come lui…
B: Un caro saluto

Un saluto ai lettori di IF
P: Saluto tutti e do loro appuntamento sulle strade…
B: Saluto tutti i lettori di Reporter ed If, anch’io li leggo sempre e li trovo molto interessanti