Lunedì 6 settembre 2010
Inchiesta

Inchiesta della Settimana / 2 di 7 / Troppo caotico per essere vivibile

Immagine Troppo caotico per essere vivibile

Il traffico, soprattutto quello pesante, è la piaga maggiore che affligge i cittadini di Codemondo. Il problema è che per gli automobilisti diretti da Reggio alle località della media e alta Val d'Enza, e viceversa, la rotatoria lungo la strada per Cavriago, all'inizio dell'abitato di Codemondo, è un invito a servirsi della strada del Ghiardo piuttosto che degli altri possibili percorsi.
Una situazione che ha reso la frazione uno dei tratti più frequentati dagli automobilisti, con conseguenti rischi per chi vive nei dintorni.
Per questa ragione, il comitato "Codemondo vivibile" ha innescato una "battaglia" con l'obiettivo di ripristinare la sicurezza stradale nella zona. Il traffico, lungo questa direttrice, è sensibilmente aumentato e il comitato chiede la chiusura ai mezzi pesanti del tratto che attraversa la frazione, nelle vie Pigoni e Sottili. L'ultima petizione è di pochi mesi fa: il documento, sollecitato da tanti abitanti esasperati, è stato sottoscritto da 430 persone.
Dal 2005 (anno in cui si è formalmente costituito il comitato) i residenti hanno ripetutamente denunciato il peggioramento delle condizioni di vivibilità, chiamando in causa anche i tecnici dell'Arpa, per misurare il rumore prodotto dalle automobili. A marzo si sono registrati 62 decibel di notte e 68 di giorno, un aumento notevole rispetto a qualche anno fa. La decisione di definire "extraurbane" (e quindi non chiamate al rispetto di questa soglia di tollerabilità dei decibel) queste due vie da parte del Comune ha mandato su tutte le furie i cittadini, che tuttavia non demordono e continuano la loro lotta per diminuire il traffico e l'alta velocità da Codemondo.
La situazione, secondo i componenti del comitato, è ormai al collasso, in quanto l'organizzazione della viabilità, in ambito sia comunale che provinciale continua a convogliare all'interno della frazione il traffico pesante diretto alla zona industriale del Ghiardo e il traffico di transito che dalla zona pedemontana si porta verso la città, verso l'asse della via Emilia e verso il casello autostradale.
"Abbiamo incontrato di recente sia il Comune che la Provincia - afferma Daniela Spaggiari, tra i referenti del comitato - e ci hanno promesso che si attiveranno per ovviare ai problemi che ci sono.
Lo speriamo vivamente, perché a volte abbiamo avuto la sensazione di essere invisibili e che non ci sentissero. Siamo arrabbiati perché tante volte ci hanno detto sì e invece non hanno accolto le nostre richieste di installare, ad esempio, un lampeggiante, o di pitturare delle strisce pedonali".
"La nostra zona - prosegue la Spaggiari - è molto bella e come tale va tutelata. L'utenza di questa strada è troppo elevata, e la soglia di rischio è ormai stata abbondantemente superata.
Purtroppo non sono mancati gli incidenti, con automobili che sono finite all'interno di giardini privati a causa della troppa velocità. Il limite dei cinquanta chilometri orari non viene rispettato praticamente da nessuno, e da tempo non si vedono più nemmeno i vigili con l'autovelox, che in qualche modo limitavano le scorribande delle auto".
L'ultimo incontro con le istituzioni, però, sembra aver lasciato un barlume di speranza tra i residenti di questa parte della circoscrizione Ovest: la Provincia, infatti, ha promesso degli interventi concreti che saranno effettuati a settembre, in concomitanza con la ripresa dell'anno scolastico. "In sostanza, le istituzioni sono presenti sul territorio e negli ultimi tempi siamo stati più ascoltati- conclude Daniela Spaggiari - ma ciò non toglie che non molleremo la presa, perché vogliamo un miglioramento della situazione".