Pubblicato su Reporter n°10
04.03.2010
Sport / Verso le final four

Quando si parla di Final Four la mente torna subito alle grandi sfide di Eurolega, con i Danilovic e i Bodiroga prima e i Langdon, i Calderon e i Diamantidis poi, senza dimenticare la Mens Sana Siena, unica italiana che tiene alto il tricolore in Europa. Senza sognare un'improbabile futuro europeo per i colori biancorossi, anche la nostra Trenkwalder si è qualificata per il secondo anno consecutivo per le meno nobili Final Four di Coppa Italia di Legadue, in programma a Sassari.
Nata nel 2005, la manifestazione ha visto trionfare, negli anni passati, Capo D'Orlando, Scafati, Rieti, Jesi e Veroli. Senza parlare del funesto anno passato, in cui la dea bendata sembrava aver smarrito la strada per il PalaBigi, quest'anno la compagine reggiana arriva all'appuntamento forte di un meritato secondo posto solitario, sul quale pochi avrebbero scommesso alla vigilia.
Intendiamoci, i tempi di Mitchell, Basile e Jent sono un miraggio, e passerà ancora del tempo prima di rivedere un team di quel livello.
Però la differenza sostanziale rispetto agli anni passati è la compattezza e la solidità della squadra: quest'anno si portano a casa partite che l'anno scorso venivano irrimediabilmente gettate alle ortiche, specialmente se finivano punto a punto.
In questa stagione è diverso.
Pur soffrendo ancora di inspiegabili cali di concentrazione a cavallo tra primo e secondo tempo, la squadra mostra una reazione, non di tecnica (quella purtroppo scarseggia) ma di cuore, che ci permette di mettere la testa avanti al suono della sirena.
Questo dipende da vari fattori, non ultimo la grande esperienza in panchina (con Ramagli) e in campo (con Boscagin e Ale Frosini, vero allenatore sul parquet).
A ciò si aggiungono il minutaggio e i punti di un Fultz finalmente decisivo e di un Melli ritrovato, insieme alla sostanza di Jamar Smith.
E pensate che questi risultati sono stati ottenuti senza il giocatore di maggior caratura tecnica, quel Donatas Slanina rimasto ai box per un grave problema al ginocchio e sostituito da una vecchia conoscenza, quel Paul Marigney che si sta comunque distinguendo per impegno e costanza.
Per cui la Pallacanestro Reggiana arriva coi favori del pronostico? Non possiamo dirlo, perché mai come quest'anno il campionato di Legadue si è livellato, e nella corsa promozione ogni squadra può perdere con chiunque, come è successo a Brindisi, battuta da Venezia in lotta per la retrocessione.
Purtroppo ci sarà da fare i conti con la questione infortuni, visto che come da tradizione la nostra squadra traballa un po' (Smith e Fultz non al meglio, Boscagin e Verri acciaccati).
Ci sarà da sperare che una manifestazione del genere non scardini i già fragili equilibri del nostro team, che se la dovrà vedere con la capolista Sassari, con Brindisi e con Casale Monferrato.
L'avversario/1: Sassari
La società venne fondata il 23 aprile 1960 ad opera di un gruppo di studenti locali, in maggioranza provenienti dal liceo classico cittadino, il celebre Azuni. Risale al 1963 il primo campionato, disputato nella serie B regionale.
Tre anni più tardi vi fu la promozione in C nazionale e nel 1981 quella in serie B.
Nel 1986 la squadra ottenne la promozione in B1 e nel 1989 fece il suo ingresso in serie A2 (attualmente chiamata Legadue).
Nella stagione 2008/2009 raggiunge le finali playoff di Legadue, miglior risultato della sua storia, venendo tuttavia eliminata da Soresina per 3-1.
Tra i giocatori di maggior spicco sono da citare Rowe, Kemp, Binetti e il capitano Vanuzzo, coordinati dall'head coach Sacchetti, ex nazionale italiano.
Attualmente è prima nella stagione regolare di Legadue con due punti di vantaggio sulla Trenkwalder Reggio Emilia.
L'avversario/2: Veroli
Sei conferme (una era quella dell'infortunato Robinson, sostituito da Draper che non lo ha fatto rimpiangere), quattro innesti di sostanza, una nuova guida tecnica, Cancellieri, due rinforzi arrivati in corso d'opera ed ambizioni che ormai hanno trasformato l'oramai ex matricola terribile, sbarcata due anni fa alla ribalta del professionismo, in una delle aspiranti al trono del più forte. Dopo la trionfale cavalcata della scorsa Lega Due, stoppatasi però ai quarti nella serie con Scafati, Veroli per l'ennesima volta si è rimboccata le maniche ed ha ricominciato la scalata. Per rinforzare un roster di base già competitivo, nel quale brilla dallo scorso anno la stella del giovane centro americano Hines (classe 1986), sono arrivati i promettenti Simeoli e Rosselli, la guardia italo-albanese Bushati (ex Sassari), un centro esperto e di peso come Foiera e, in corsa, il talento made in Baltimora Draper, ottimo interprete del ruolo di playmaker, ed il gaucho Mario Gigena. La panchina quest'anno è stata affidata a Massimo Cancellieri.
L'avversario/3: Brindisi
La storia della pallacanestro brindisina si perde nella "notte dei tempi".
A Brindisi c'è una grande tradizione cestistica, grazie a personaggi come Pentassuglia, Buscicchio, Todisco, Trabacca, Melone, Pasini .
Un elenco che potrebbe continuare con cento ed altri nomi, anche di atleti stranieri (Howard, Yonakor, Zeno).
Brindisi, negli ultimi 50 anni, ha vissuto momenti felici, quasi strabilianti come i play-off scudetto con la mitica Virtus Bologna nel 1981; altri meno lieti, tanto da non aver più alcuna squadra nei campionati che contano non più tardi di qualche anno addietro.
Proprio da quel momento è ricominciata la storia della "stella del sud", che è ripartita dal 2005 in B2 per arrivare ai giorni nostri, con giocatori del calibro di Crispin, Thomas, Radulovic e il grande ex Luca Infante. In panchina siede l'esperto Giovanni Perdichizzi, già alla guida di Capo D'Orlando.
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