Pubblicato su Reporter n°6
05.02.2010
Così per Sport / Titolari e panchinari
La forza di una squadra è il gruppo. Balle. Abbiamo visto vincere scudetti nonostante botte da orbi tra calciatori nelle secrete stanze degli spogliatoi. La forza di una squadra è una sola: se hai dei giocatori buoni, punto e a capo. Nel calcio di oggi ogni rosa deve avere 20-22 titolari. Cagate mai viste. Se così fosse, non si spiegherebbe perchè alla Roma Totti prenda 20 stipendi di Okaka o perchè nella ultima Inter pigliatutto un Ibrahimovic qualsiasi non finisse mai in panca. La Juve che vinceva tutto giocava con Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, la difesa del Milan padrone del mondo vedeva sempre e comunque Tassotti, Costacura, Baresi e Maldini. Non c'è niente da fare, signori. Il calcio non sarà una scienza, ma è molto più semplice di quanto si pensi. Romizi, oggi, non lega manco le scarpe a Saverino. D'Alessandro è ancora un bambino rispetto a nonno Nardini. Temelin è un fruscello se lo paragoni ai muscoli ringhiosi di Pablito Rossi. E il piede ruvido di Mei, beh, me lo volete mettere col mancino vellutato di Anderson? La Reggiana dei titolari, lo ripeterò fino alla morte, non ha nulla da invidiare a Verona e Pescara. La Reggiana dei panchinari, ahimè, becca due pappine a Cava dei Tirreni senza colpo ferire, e tutto sommato poteva anche andarci peggio. Sta proprio qui, la differenza tra noi e le nostre nemiche. Guardo la panca di Remondina e prendo paura. Gli abruzzesi tengono fuori gente che l'anno scorso faceva la B. Noi, invece, abbiamo dei bambini. In terra campana la Reggiana ha giocato con poca lena. Poca determinazione, poco battagliera. Ma sì, diciamolo pure, anche poco vogliosa. Però, non per fare l'avvocato delle cause perse, ma che a Cava si crollasse lo si poteva intuire. Il calcio è fatto di uomini, non di robot. Ti fai sette ore di autostrada, te ne vai in ritiro, ti guardi intorno e dici, ma cos'è, un viaggio premio di liceali? Una scampagnata di boy-scout? Ma come fai a preparare un evento così delicato? Si dirà che l'Arsenal da una vita gioca la Champions League con ragazzini senza un pelo di barba sul mento. Sì, avete detto bene. L'Arsenal. La verità è che il timore che qualcosa si stia sgretolando c'è. Prima l'infortunio di Saverino. Poi i rumors sempre più insistenti secondo cui tra 15 giorni i forzieri granata si saranno svuotati anche dell'ultimo euro disponibile. La bomba di mister Montanari, che lascia la baracca a metà stagione. Poi i mugugni di un gruppo che, ancora una volta, se ne scende in meridione in pullman anziché in aereo. Il nervosismo di Nardini col Portogruaro. Quello di capitan Stefani a Cava. Le parole nude e crude di Zini ad ammettere che, se non al completo, questa Reggiana le può buscare anche dal Codemondo. Nessuno che sa dirmi dove diavolo sia finito Ingari. Poi guardi la classifica e ti accorgi che, ohibò, siamo ancora terzi. Che questa squadra è risorta dal disastro di Giulianova e che quindi perchè mai non potrebbe risollevarsi una seconda volta? Poi, però, penso che domenica viene al Giglio il Taranto. Che mancheranno ancora Nardini ed Anderson. Che Saverino sarà ancora in tribuna a fianco della sua splendida compagna. E che dal primo minuto rischiamo di vedere ancora la timidezza imberbe dei cinnazzi di Cava. Beh, il timore di rivedere la stessa impotente Reggiana, voi, diteci la verità, non ce l'avete un po'?...
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