Venerdì 10 settembre 2010
Mostre

Mostre / Gerra e i suoi compagni di avventura

di Rossella Porcheddu Immagine Gerra e i suoi compagni di avventura

 

Una mostra dedicata a un grande personaggio reggiano. Un'occasione per ripercorrere gli ultimi quarant'anni della storia artistica della nostra città. Ad accogliere "Omaggio a Marco Gerra" è lo Spazio a lui intitolato, con un'esposizione promossa dall'Assessorato alla Cultura e Università del Comune di Reggio Emilia e dai Musei Civici. Fino al 21 febbraio si potranno ammirare le opere dei compagni d'avventura di Marco Gerra, coloro che hanno segnato le tappe più significative dell'evoluzione artistica reggiana, a partire dagli anni Sessanta. "Quegli artisti che sono presenti oggi si ritrovarono nel 1968 - racconta la direttrice dei Musei Elisabetta Farioli - nella mostra ‘Spazio Negato', il momento più acceso di avanguardia che la nostra città ha espresso". Un'ulteriore occasione di incontro fu nel 1992 con la mostra "Conversazioni d'autore" che vedeva riunite diverse espressioni artistiche, frutto della ricerca e del lavoro di personalità differenti. Dagli anni Novanta ad oggi tanti sono stati i momenti di incontro di quel ‘gruppo dei dieci' che si è distinto per la ricerca costante e la passione per l'arte sempre viva. Fulcro dell'esposizione due tele che Annamaria Ternelli Gerra ha donato per l'occasione ai Musei, opere che ben testimoniano da una parte, nella tela del 1959, l'adesione all'Informale e dall'altra, nell'opera più recente, una nuova ricerca pittorica, sulla scia delle trasformazioni artistiche in atto. Unica donna a esporre Marisa Bonazzi, con una grande tela di denuncia: bambolotti di plastica coperti dalla bandiera della Jugoslavia sono i simboli di un'umanità crudelmente violata nella propria identità, civile e religiosa.
Un'opera recente quella di Gianni Ruspaggiari, che nell'arco della sua lunga carriera ha sempre cercato di seguire una propria strada di libertà e indipendenza da qualsiasi appartenenza artistica. Una pittura che negli anni è rimasta fortemente espressiva ed emozionale, caratterizzata da forme vibranti accentuate da colori accesi e veementi.
Un salto negli anni Sessanta con le sintesi pittoriche di Vivaldo Poli, testimoni del rifiuto al naturalismo proprio di quegli anni, e con uno dei ‘quadri-oggetto' di Vittorio Cavicchioni, collage su tela dedicato al nudo e all'erotismo.
Ancora indietro negli anni Cinquanta con Nello Leonardi e le sue immagini reali, rappresentative del mondo lavorativo e operaio. A invadere lo spazio espositivo oltre le pareti due sculture in marmo di Graziano Pompili, ‘paesaggi immoti', monoliti portatori di ‘autenticità e concretezza espressiva' come sottolinea il critico Giorgio Cortenova. E ancora i paesaggi di William Catellani, le ricerche sul segno e il colore di Carlo Calzolari, i quadri ‘letterari' di Nino Squarza, le vaghe rappresentazioni di Corrado Tagliati, le intense tele di Omero Ettorre, le pitture cupe e profonde di Carlo Mastronardi e le visioni notturne di Bruno Olivi. Un viaggio nella memoria di Reggio, intrisa di creatività, passione e partecipazione, artistica ed emotiva.