Pubblicato su IF n°48
20.05.2009
Faccia a faccia / Su il sipario
I direttori artistici del Teatro Asioli di Correggio e del Cinema Teatro Boiardo di Scandiano, Alessandro Pelli e Roberto Ovi, raccontano come si vive tra attori, registi, pubblico e critici
Carta d'identità
Roberto Ovi - 45 anni nato il 12 marzo 1964 a Reggio Emilia, separato con un figlio, Diploma di maturità
Alessandro Pelli - 50 anni, Reggio Emilia, nato il 24 dicembre 1959, sposato-separato con un figlio (Riccardo) di 17 anni, mai laureato in storia dell'arte a Parma
In cosa consiste il suo mestiere?
OVI: Organizzare e gestire la programmazione del cinema teatro, sia artisticamente che a livello amministrativo
PELLI: Offrire spettacoli della maggior qualità possibile al più ampio pubblico possibile al minor costo possibile per la comunità
Come si costruisce la programmazione di un teatro?
OVI: Per quanto riguarda la prosa quando è possibile assisto agli spettacoli che mi possono interessare e che potrebbero inserirsi nella mia programmazione, poi dvd, recensioni, presentazioni; a tutto questo si aggiunge la conoscenza delle compagnie presenti sul territorio nazionale. Fondamentale infine dare una identità alla stagione, evitare marmellate che creano incertezze ed inevitabili delusioni negli spettatori
PELLI: Esistono due scuole di pensiero: c'è chi preferisce caratterizzare fortemente la programmazione - di solito sono i teatri diretti da artisti, che naturalmente trasferiscono nella programmazione la loro impronta artistica - e chi invece si propone di presentare al pubblico i diversi esiti del lavoro artistico attuale, non sposando alcuna "estetica forte". Il Teatro Asioli appartiene alla seconda categoria.
Siccome buona parte degli spettacoli di ogni stagione vengono scelti prima del debutto, si valuta la qualità dei testi, della regia e degli interpreti, tenendo conto delle preferenze del pubblico, di quello che succede intorno, e considerando attentamente i costi
È vero che il teatro italiano è in crisi?
OVI: Non di pubblico, la crisi piuttosto è a livello economico. Anche per le drammaturgie mi paiono più convincenti le proposte che provengono dai paesi anglosassoni
PELLI: No, per quanto riguarda la prosa, il cui pubblico negli ultimi anni è aumentato e ci sono autori, registi e interpreti di grande qualità. Sì, se ci si riferisce agli aspetti economico-finanziari, che sono di "crisi permanente"
È vero che, come dice Baricco, al teatro italiano sarebbe meglio togliere i finanziamenti pubblici?
OVI: Solo alcuni dati: In Italia il FUS (fondo unico per lo spettacolo) ammonta a circa 400 milioni di euro, per la RAI vengono spesi 3 miliardi di euro, per l'editoria circa 700 milioni; in Francia lo stato contribuisce con 500 milioni solo per il settore cinema. Come dice Sergio Escobar, direttore del Piccolo di Milano, le motivazioni di Baricco sono fondate su luoghi comuni
PELLI: No, quella di Baricco era una provocazione. Semplicemente il teatro non esisterebbe, o ne esisterebbe molto meno, sia in termini di produzione che di offerta al pubblico. E' la "legge della crescita sbilanciata" o "sindrome dei costi", il cosiddetto "morbo di Bauman", una legge economica formulata nel 1966. Il settore dello spettacolo dal vivo, nel suo complesso, vive, come detto, una situazione di "crisi permanente". Però spendere meglio si può e si deve
Con che criteri sceglie uno spettacolo?
OVI: Deve convincermi prima di tutto il testo, la compagnia che lo propone, la presenza di determinati attori, l'originalità della messa in scena, il tutto con un unico scopo: arrivare al cuore e alla testa dello spettatore
PELLI: Siccome buona parte degli spettacoli al momento della scelta devono ancora essere prodotti, si valuta la qualità intrinseca di testi, regie e interpreti, tenendo conto delle preferenze del pubblico, dell'offerta complessiva del territorio, e facendo attenzione ai costi. Ovviamente per le "riprese" è più semplice, si va e vedere lo spettacolo e, se corrisponde ai criteri sopra descritti, viene scelto
Con il suo lavoro si guadagna bene?
OVI: Lamentarsi in un periodo di acuta crisi come quello che stiamo vivendo può suonare blasfemo, però...
PELLI: No, ma finché si è motivati non è un problema
Quanto aiutano i "grandi nomi" nella riuscita di uno spettacolo?
OVI: Per il pubblico normalmente sono molto importanti, per la riuscita scenica praticamente nulla; i migliori attori in circolazione li conoscono praticamente solo gli addetti ai lavori e pochissimi appassionati
PELLI: Molto, soprattutto per il successo di pubblico. Ma, dal punto di vista della qualità, non sempre c'è proporzione diretta tra notorietà del nome ed esito artistico, soprattutto se la notorietà è solo di tipo televisivo. E d'altra parte esistono bellissimi spettacoli realizzati da persone sconosciute al "grande pubblico"
Oggi quali spettacoli incontrano più il gusto del pubblico?
OVI: In questi ultimi anni le grosse produzioni di musical e nouvel cirque hanno catturato l'attenzione di spettatori non abituati ad andare a teatro ed improvvisamente tutti i teatri si sono riempiti
PELLI: Nella prima parte della stagione scorsa gli spettacoli più visti sono stati Gran Varietà Brachetti, High School Musical, Filumena Marturano, Hairspray, La parola ai giurati. In generale, sono appunto i musical, i comici, alcuni spettacoli di prosa con testi e interpreti molto noti
E della critica?
OVI: Quest'anno i critici hanno premiato uno spettacolo davvero straordinario (Sterminio del Teatro delle Albe) il che indica attenzione, oltre ai grandi nomi, anche al teatro di ricerca
PELLI: Per la stagione 07/08 i critici italiani hanno premiato Gassman in La parola ai giurati (ospitato all'Asioli), Ludovica Modugno in La badante di Cesare Lievi (ospitato all'Asioli), The brig del Living Theatre. Altro spettacolo pluripremiato (premi Ubu, Olimpico e Hystrio) è stato Angels in America (ospitato all'Asioli)
Cosa pensa della programmazione de I Teatri di Reggio?
OVI: Negli ultimi due anni ci sono stati segnali positivi ma ancor oggi a mio modestissimo parere manca una proposta che, evitando la ricerca a tutti i costi del grande nome, connoti in modo forte le scelte
PELLI: Ricca, varia, di buona qualità
Prosa, lirica, musica live, danza: su cosa punta e perché?
OVI: La lirica la proponiamo con il contagocce (quella di alta qualità è improponibile a causa dei costi elevatissimi), la danza è coperta egregiamente dai teatri di Reggio, la prosa è la giusta misura per il nostro teatro, per la musica dal vivo se ci fossero maggiori contributi...
PELLI: Prosa e musica "extracolta", soprattutto jazz. Sono settori in cui possiamo programmare ad alti livelli di qualità, creando un buon equilibrio fra pubblico locale ed extra-locale, e con costi sopportabili. L'Asioli è anche aperto a tutte le "realtà di base" locali (associazioni, scuole, compagnie dialettali...), e si arriva a più di 100 aperture a stagione
L'attore più bravo che ha ospitato?
OVI: Maria Paiato nella Maria Zanella, Enzo Vetrano in Pensaci Giacomino e recentemente Franco Branciaroli nell' Edipo Re
PELLI: Servillo? Orsini? Popolizio? Zingaretti? Pagni? Albertazzi? Lo Cascio? Lavia? E le donne? Bonaiuto? Marinoni? Mandracchia? Lazzarini? Questo dal 2002, perché anche la precedente storia dell'Asioli è piena di grandi attrici e attori
E il peggiore?
OVI: No comment
PELLI: Di recente, Roberto Zibetti in Improvvisamente l'estate scorsa (soprattutto perché nell'omonimo film il suo ruolo era di Montgomery Clift, e il confronto nasce spontaneo)
Un attore che "se la tira" più degli altri?
OVI: Nessuno in particolare, alcuni sono veramente animati da grande passione e calore umano
PELLI: Sinceramente, non ho trovato attrici o attori che non siano cortesi e disponibili per una cordiale chiacchierata
Un aneddoto divertente?
OVI: Ospitammo tempo fa uno spettacolo con una nota attrice, mi chiamarono durante il pomeriggio perché l'artista era furente avendo trovato il suo camerino in pessime condizioni igieniche. Uscii di corsa dalla riunione a cui stavo partecipando, quando presi visione dello stato in cui versava il suddetto camerino rimasi di sasso, tutto era perfettamente a posto e pulito! Questa volta furente ero io, andai dall'amministratore della compagnia per avere delucidazioni, mi rispose che era tutto ok, semplicemente l'artista in questione prima dello spettacolo è sempre un po' nervosa... Mah, questi artisti...
PELLI: Duo Bollani-Salis. Salis appoggia sulle corde del piano un sacchetto riempito di percussioni a forma di uovo piene di pallini di piombo, con il suono simile alle maracas, per ottenere un effetto da "pianoforte modificato". Durante il concerto, uno degli ovetti si rompe e i pallini si spargono per tutto il pianoforte. L'accordatore, un caro amico con gonfia capigliatura bianca e occhiali, entra in palcoscenico, estrae la tastiera (che si è bloccata) da sotto le dita di Salis e scompare in quinta per liberarla rapidamente dai pallini, mentre Salis si dà alla fisarmonica. Poi rientra in palco e reinserisce la tastiera. Buona parte del pubblico ha riso pensando che fosse una gag prevista. Si è poi dovuta fare la revisione completa del pianoforte
Il miglior spettacolo che ha fatto tappa nel suo teatro?
OVI: L'impatto visivo e spettacolare di Concha Bonita fu davvero straordinario, ma mi piace ricordare anche due cose piccole e molto coinvolgenti: La Maria Zanella e Un cuore per Ofelia
PELLI: Eh, no, non uno solo. Sabato, domenica e lunedì (Servillo e Bonaiuto), Gente di plastica (Pippo Delbono), Angels in America (De Capitani e Bruni), Morte di un commesso
E il peggiore?
OVI: Un paio di spettacoli di alcuni anni fa di cui preferisco dimenticare ogni cosa
PELLI: Mah... Deludente una Locandiera diretta da Cobelli
L'esibizione che un giorno le piacerebbe ospitare?
OVI: Bello e impossibile: Sterminio del teatro delle Albe
PELLI: Sonny Rollins, Ornette Coleman, Keith Jarrett
La serata più riuscita della stagione appena conclusa?
OVI: Direi due. Pensaci Giacomino e Polvere alla Polvere
PELLI: La menzogna di Pippo Delbono
Qual è il bilancio della stagione appena conclusa?
OVI: Positivo, il pubblico continua ad apprezzare le proposte, a volte apertamente impegnative, che inseriamo in stagione. La crisi economica ha colpito in un primo momento anche noi, abbassando un poco il numero degli abbonati, poi tornati ad acquistare i biglietti appena il cielo è tornato ad apparire meno grigio
PELLI: Molto positivo: abbonati cresciuti, gradimento alto, qualità tra buona e ottima
Le amministrazioni pubbliche di Scandiano e Correggio investono nel vostro spazio?
OVI: Punto primo: "se l'amministrazione non investisse non ci sarebbe teatro". Un investimento economico maggiore è comunque auspicabile per mantenere in cartellone proposte artistiche di alto livello
PELLI: Tutte le risorse necessarie sono del Comune di Correggio, l'Asioli è un Teatro Comunale
Chi getta dalla torre: Stefano Bollani o Enrico Rava?
OVI: Stefano Bollani
PELLI: Nessuno dei due, sono due amici, ed artisti di statura mondiale
... Paolo Rossi o Maurizio Crozza?
OVI: Maurizio Crozza
PELLI: Ah, be'... allora bisogna stare al gioco. Getto Crozza, perché Rossi è sicuramente una figura di primo piano del teatro popolare, non solo un comico
... Albertazzi o Orsini?
OVI: Albertazzi
PELLI: Orsini, per rispetto della maggiore anzianità di Albertazzi
Celestini o Paolini?
OVI: Celestini
PELLI: Paolini. Celestini ha innovato il teatro di narrazione senza ricorrere ad una scrittura 'televisiva' come a tratti si riconosce in Paolini
Ha mai avuto delle pressioni per ospitare uno spettacolo?
OVI: No
PELLI: Sì, soprattutto da chi li produce. Mai pressioni 'politiche'
Cosa pensa dell'Arci?
OVI: Sono lontano da questa associazione per poterne dare un giudizio attendibile. Vedo con piacere il successo del Fuori Orario, il coraggio della gestione del Cristallo, ma anche la difficoltà a intraprendere con successo l'organizzazione di altri spazi
PELLI: Siccome, giustamente, come da statuto, si occupa un po' di tutto, faccio un po' fatica a definirne l'identità
Il cinema nei teatri: una risorsa o un limite?
OVI: Per noi è stato un limite fino a qualche anno fa, oggi le cose sono parzialmente cambiate e posso dire che vedo una sufficiente complementarietà
PELLI: All'Asioli, come in tutti i teatri storici, è impossibile per ragioni di sicurezza
Sul personale... andrebbe a cena con...
OVI: Michel Houellebecq l'autore di "Piattaforma" e "Estensione del dominio della lotta"
PELLI: Se intendiamo persone 'famose', fra quelle che non conosco, Cormac McCarthy, lo scrittore. Fra quelle che conosco, Anna Bonaiuto, Mastandrea, Bollani... Ma è molto piacevole cenare con gli amici, soprattutto non 'famosi'
Una donna per cui fare una follia?
OVI: Già fatto, grazie
PELLI: Francesca Neri. Mi è capitato una volta di essere a una cena fra i cui numerosissimi invitati c'erano lei e la Bellucci: fra le due secondo me non c'è paragone. Però difficilmente faccio follie
Ha mai recitato per amore?
OVI: No
PELLI: No, ma istintivamente do il meglio di me, il peggio viene fuori dopo
E per scritturare un artista?
OVI: No
PELLI: No, e perché mai?
Si è mai ubriacato?
OVI: A chi non è mai accaduto?
PELLI: Sì, un matrimonio, un paio di feste...
Mai fatto uso di droghe leggere?
OVI: Sì, a suo tempo
PELLI: Ho provato una volta da ragazzo, ma sono stato male
Il giorno più bello della sua vita?
OVI: La nascita di mio figlio
PELLI: Il giorno in cui mio figlio Riccardo ha cominciato a camminare
L'ultimo libro letto?
OVI: L'animale morente di Philip Roth
PELLI: Principianti di Raymond Carver e Patrimonio di Philip Roth, un po' l'uno e un po' l'altro, faccio sempre così
Il libro da portare su un'isola deserta?
OVI: la trilogia di Stieg Larsson, di cui ho letto solo il primo volume (Uomini che odiano le donne)
PELLI: Se voglio sopravvivere, il Manuale delle Giovani Marmotte
Un saluto al suo "rivale" qui a fianco?
OVI: Alessandro non è un rivale, è un amico col quale mi è capitato più volte di collaborare volentieri, ciao Alle!
PELLI: Buon lavoro, collega
Un saluto ai lettori di IF?
OVI: Per quelli che sono ancora convinti che il teatro è noioso e pedante vorrei poterli convincere del contrario invitandoli alla prossima stagione del teatro Boiardo! Ciao a tutti!
PELLI: Ci vediamo a teatro, all'Asioli o altrove, l'importante è fuggire dalla tv
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