Pubblicato su Reporter n°12
19.03.2009
VIVA! / Tutti riconoscenti a Franceschini
Ebbene sì. La sinistra ha finalmente trovato il leader che cercava. Dopo il veltro-specchietto per le allodole arriva la sostanza tutta ex democristiana. Basta con la demagogia populista e le propostine elettorali, utili solo a migliorare il proprio indice di gradimento.
Qui si parla di sostanza. E per la sostanza che mettono in circolo in questo particolare momento tanta riconoscenza riceveranno i veri leader dagli uomini e dal loro dio di riferimento.
Stiamo parlando di Franceschini. Sì, Dario Franceschini. Quello che i più avevano battezzato come un mero traghettatore verso leader più rinomati o adatti a cotanto partito – democratico –; questo signori si sta dimostrando invece capace di atteggiamenti propositivi. Prove tecniche di leadership. Vuoi vedere che ci prova a tenere il bastone per un po’ di tempo? La stoffa c’è e se il buon giorno si vede dal mattino, le prove tecniche sono per continuare sulla scia dei suoi predecessori democristiani: abbiamo trovato lo statista che mancava da un po’ di tempo.
La grandezza delle sue proposte politiche sta, lungi da ogni demagogia, nel gradimento che le stesse stanno ricevendo. Gradimento trasversale, comune a ogni strato sociale. Gradimento sintomatico, come ho già detto, della dimensione del suo estensore.
Molti conosceranno le sue proposte di questi giorni: facciamo pagare una tassa “una tantum” sui redditi alti. Geniale. Innovativa. Giù il cappello.
In due parole ha accontentato tutti: “Un contributo straordinario per il 2009 del 2% sui redditi superiori ai 120 mila euro, a cominciare da noi parlamentari (N.d.R. Dario, questo colpo di tacco lo potevi risparmiare, vincere sì, stravincere no, sei a rischio di arroganza!). Con un intervento così si potrà finanziare un fondo da 500 milioni di euro per la lotta alla povertà messo a disposizione delle associazioni dei comuni per aiutare le fasce sociali più deboli, a partire dalla spesa alimentare”. Ancora “La povertà si allargherà ancora nei prossimi mesi, sono 150-200 mila gli italiani a cui chiediamo un piccolo sacrificio per farsi carico di chi sta finendo in miseria”. Il gran finale “E’ (la miseria) un’emergenza da affrontare subito, poi (poi) penseremo agli interventi strutturali”.
Per queste parole a te inneggiano in primo luogo i poveri, i miseri, i destinatari di questa misericordia di democristiana memoria (Belice? Terremoto in Campania?). Di fronte alle disgrazie bisogna togliere ai ricchi per donare ai poveri, regola numero uno. Secondo: è una rivoluzione l’idea del sostentamento a babbo morto, giusto perché chi è già seduto non si alzi più e magari stia anche comodo. Ci pensano i detentori dei redditi alti (facciamo medio alti, o piccolo borghesi) per tutti. Lasciamo stare, al momento, interventi più strutturali, non servono.
Dopo, dopo. Prima c’è da guadagnare un paradiso con la beneficenza. La stessa grande logica dell’ammortizzatore sociale. Non facciamo mancare il sostegno all’indolenza. E guai pensare a un fondo che sovvenzioni le aziende (non gli imprenditori), che in fin dei conti rappresentano volenti o nolenti coloro la fonte del lavoro. Hai ragione, Dario, pensieri meschini. Guai pensare a come risolvere lo stallo finanziario che ci attanaglia tutti, il vero responsabile dello stagno economico.
Banche a parte. Un’ultima cosa Dario: ci farai poi sapere il tuo modo per identificare i miseri. Magari la gioia dei tassati sarà al culmine nel venire a sapere che si sono privati di un po’ di denaro per garantire un panino a qualche fancazzista cronico. Scusa. Ho sbagliato. A volte il pregiudizio mi prende la mano.
Grande riconoscenza inoltre ti sarà riconosciuta da tutti gli Italiani (esclusi al momento i tassati, ma ne parleremo dopo): un’iniezione di entusiasmo che ci mancava. Evocare la parola “miseria” è sicuramente un pugno nello stomaco di questi tempi. Ma ci voleva. Forse ci manca solo evocare la peste, ma non tarderà. Che gli Italiani sappiano, grazie a te, che siamo sull’orlo della miseria. E che non facciano finta di niente. Tutto il crudo possibile sia sbattuto in faccia agli Italiani. Perché queste cose non è giusto che le faccia lo Stato in silenzio, tassando e distribuendo ai bisognosi. Bisogna farle come tu ci stai insegnando, populista fino al midollo. Hai peccato un po’ di narcisismo Dario, però era necessario: vuoi mettere questa necessaria pubblicità alla tua invenzione? Nella filiera della tassazione i tassati sappiano dove vanno a finire i loro soldi. Trasparenza.
Ma veniamo agli ultimi di coloro che ti ringrazieranno: i tassati. Loro veramente non solo ritengono l’idea geniale. Ma ti saranno riconoscenti perché hai garantito loro uno stimolo ulteriore all’arricchimento.
E non sicuramente di arricchimento morale sto parlando. Momento migliore dell’anno per formulare questa proposta poi non potevi avere. Questo è tempismo figlio della tua classe politica immensa. Tutti saranno più attivi già da quest’anno fiscale nel ricercare, sperano in tempi brevi, succedanei a redditi dichiarati fiscalmente, per reintegrare il maltolto, appunto per cercare nuove forme di arricchimento. Moneta africana? Nero? Chissà. Sicuramente uno stimolo che da un po’ di tempo mancava. La speranza (loro) è che questa tassa diventi strutturale e non una tantum, perché la ricerca di redditi alternativi diventi acquisita. Non pago, per ottenere il massimo del plauso anche da costoro, ti sei preso la briga (alias, senso dello Stato) di tranquillizzare tutti su questo tipo di comportamenti: gli evasori non sono tutti malvagi, hai dichiarato. Ci sono anche quelli buoni. Evasori ma buoni. Si può fare.
Un appunto: tra gli scontenti, per gelosia i tuoi avversari politici. Passi, ci sta. Le accuse sono figlie del rammarico di non avere potuto precederti in tempismo.
Altri scontenti? Rifondazione Comunista. Ha definito la tua proposta “elemosina”. Non capisco perché. Eppure erano quelli che, al governo, volevano far piangere i ricchi, un po’ come te.
Politica
- Tutti riconoscenti a Franceschini su Reporter n°12
- In cerca di casa su Reporter n°12
- Il nostro sondaggio su Reporter n°11
- Una marea di voti su Reporter n°11
- Caccia al pirla mediatico su Reporter n°11
- Margherita Hack a Reggio Candidatura in vista? su Reporter n°11
- Inceneritore tra Prato e Gavassa su Reporter n°11
- W le elezioni su Reporter n°11
- Meno lavoro, più politica su Reporter n°11
- Sviluppo più razionale su Reporter n°10