Pubblicato su Weekend n°10
04.03.2010
Re-visioni / Tassista e “giustiziere”

Negli anni '70 Dostoevskij sarebbe andato a nozze con la città di New York, o almeno così devono aver pensato nel 1976 Martin Scorsese e Paul Schrader, regista e sceneggiatore di "Taxi driver", universalmente considerato uno dei film più importanti ed influenti del cinema moderno. L'atmosfera e il personaggio portante di questo film devono infatti molto alle tematiche e alle ambientazioni tipiche di grandi romanzi dello scrittore russo, come "Delitto e castigo" o "Memorie da sottosuolo". In tutto ciò gli elementi narrativi che si impastano per la creazione del personaggio del tassista Travis Bickle sono il ritorno dalla guerra del Vietnam, i disturbi mentali conseguenti e una società forse altrettanto alienante. La storia di "Taxi driver" narra le peripezie di questo veterano di guerra con non tutte le rotelle a posto che decide di impegnare le proprie notti facendo il tassista. Travis Bickle si rivela in breve essere un completo disadattato, ma idealista e alla ricerca di uno scopo per la sua vita. l'uomo si invaghirà di una ragazza e le chiederà di uscire, ma le cose tra i due andranno storte. Da quel momento per Travis si farà largo un profondo senso di disillusione nei confronti della società, e in bilico sui margini della sanità mentale si chiuderà in sé stesso, progetterà senza successo di uccidere un politico, si convincerà di dover ripulire la città dalla feccia e farà una strage con l'intenzione di liberare una prostituta minorenne dal giogo del suo protettore. Grazie a quest'ultima azione, pur gravemente ferito, diventerà un eroe.
Backstage
La storia nasce da un'esperienza autobiografica dello sceneggiatore Paul Schrader , che per un certo periodo, mentre viveva a Los Angeles, ebbe un periodo in cui soffrì di nervi, si ritrovò senza amici, senza lavoro, coi postumi di un divorzio che lo opprimevano e una fidanzata che lo sopportava a stento. Una situazione del genere lo portò ad adottare dei comportamenti simili a quelli di Travis Bickle, dalla frequentazione apatica di cinema porno all'ossessione per le armi. La stesura della sceneggiatura di "Taxi driver" fu una specie di ciambella di salvataggio per Schrader che si tirò fuori da quella situazione opaca proprio trasponendola su un copione cinematografico. Diede al personaggio principale il profilo di un tassista per calarlo il più possibile nella società di tutti i giorni, e aggiunse nella storia il tentativo di uccidere un politico ispirandosi alla figura di Arthur Brehmer, l'uomo che nel 1972 sparò al candidato presidenziale George Wallace. Infine, come tocco finale, spostò l'ambientazione da Los Angeles a New York, perché nella Grande Mela i "cab" erano molto più diffusi. L'allora giovane regista Martin Scorsese si interessò subito alla sceneggiatura e a sua volta coinvolse Robert De Niro, con cui aveva da poco lavorato in "Mean streets". Proprio De Niro si caricò addosso il personaggio del disadattato Travis Bickle immedesimandosi nella parte in modo totalizzante, come d'abitudine per lui, e per questo prima delle riprese si mise a lavorare come tassista per un mese, dodici ore al giorno, e si mise a studiare intensamente le malattie mentali. Il risultato fu una delle interpretazioni più celebrate della sua intera carriera.
Il film però consacrò anche un'altra attrice, anch'essa con un personaggio memorabile. Si trattava della giovanissima Jodie Foster nel ruolo della prostituta minorenne Iris, la ragazzina che inconsapevolmente spinge Bickle a fare una strage nel finale del film. Jodie Foster nel periodo delle riprese era appena tredicenne ma aveva alle spalle una carriera artistica da bambina prodigio che la portò ad affrontare un'interpretazione così difficile con una maturità da attrice consumata. Qualche problema si ebbe soltanto per le scene a più alto contenuto erotico, dove per evitare problemi venne usata come controfigura la sorella Connie, diciannovenne, praticamente identica a Jodie.
Recentemente si sono diffuse voci a proposito di un remake del film con una collaborazione incrociata tra Scorsese e il regista danese Lars Von Trier, con De Niro ancora nella parte di Travis Bickle invecchiato. Per fortuna queste voci sembrano essere state smentite ufficialmente. Per fortuna ogni tanto, c'è qualcuno che capisce che i miti del cinema non hanno bisogno di sequel.
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