Pubblicato su Privée n°8
18.02.2010
Racconti Erotici / Un attimo almeno

di liviana rose - www.livianarose.com
Leo è uno che ha fascino: è inutile nasconderlo. Ma un fascino di quelli bastardi che lo sai sicuramente che non sei la prima e, soprattutto, non sarai né l'unica né l'ultima.
Lo guardi e non puoi fare a meno di chiederti come fa ad essere sempre così perfetto con ogni cosa che indossa, così intelligente con ogni cosa che dice, così sexy con quel ciuffo di capelli che gli ricade disordinato sugli occhiali. Occhiali che ti chiedi sempre se sono sul suo naso solo per creare il personaggio oppure se gli servono davvero.
Adesso devi solo decidere se ti accontenterai di essere una delle tante mettendo al sicuro in cassaforte i sentimenti.
Ti ha fatto capire senza mezzi termini che vorrebbe includerti nel suo harem e tu ogni giorno metti nuove argomentazioni sul piatto della bilancia che soppesa i pro e i contro.
Non hai voluto chiedere nemmeno consiglio alla tua migliore amica alla quale in genere racconti tutto. Perché non sai se vergognarti di questa cosa oppure se prendere l'occasione al volo così da chiudere in un cassetto tutte le preoccupazioni almeno per una volta.
Certo, non hai ancora lasciato tuo marito ufficialmente, ma lo sanno tutti Flo che ti sta solo prendendo in giro, ormai anche le apparenze rischiano di cadere al primo temporale estivo.
Hai l'occasione giusta davanti a te, prendila al volo e lascia la mente libera per un giorno, un'ora, un attimo almeno.
Hai ricevuto un invito a cena, una cena informale tra amici, qualche chiacchiera, buon vino, un risotto, qualche stuzzichino freddo e risate fino allo spuntare dell'alba.
Mancano pochi minuti e non ti sei ancora vestita. Un paio di jeans leggeri andranno benissimo, non preoccuparti. Anzi è meglio rendergli la vita un po' difficile a questi uomini.
Ti guardi intorno incerta perché non sai se aiutare Francesca in cucina oppure se andare a sorseggiare il tuo chardonnay fuori sotto il portico dove Leo sta tenendo viva la conversazione.
Osservi gli intervenuti: ci sono Filo e Monica abbronzatissimi di ritorno dalla loro vacanza in Marocco, Mauri e Babi che invece devono raccontare a tutti la novità di diventare genitori, non conosci quel tipo di mezza età che guarda le rose rampicanti e nemmeno i due ragazzi che stanno stappando bottiglie. E non ti interessa nemmeno più di tanto perché sei come immobilizzata nell'adorazione di Leo.
Per tutta le cena non fai altro che ascoltarlo ed intervenire con osservazioni sagaci e di ottimo gusto. Ovviamente Francesca ha fatto in modo di farvi sedere vicini. Il tuo ginocchio ogni tanto, sbadatamente, sfiora quello di lui ed altrettanto fa la sua mano che, per caso, entra in contatto con la tua.
Provi una serie di scosse elettriche che si manifestano in parti del corpo che non ricordavi nemmeno di avere. E ti senti inebriata e di nuovo viva. Di nuovo donna.
Poi qualcuno mette su un po' di musica d'atmosfera e ballare è la cosa più giusta che si possa fare.
Ti stringi nel suo aroma e vorresti non aver messo quei maledetti jeans che non ti fanno sentire a pieno il calore del suo corpo, vorresti anche aver legato i capelli così da poter offrire il tuo collo ai suoi baci, alla sua lingua. Dietro ai tuoi pensieri, in lontananza, vedi l'immagine di tuo marito tramutarsi piano piano da principe azzurro, in mostro a cinque teste, e vuoi solamente una cosa: andartene da lì.
Andartene con lui e dargli quello che vuole, un corpo e nulla più in un gioco in cui da preda sei diventata predatrice. Perché adesso ti importa solo di portartelo a letto in un attacco di sano menefreghismo: fanculo tuo marito, fanculo i sentimenti, fanculo i problemi, i debiti, la creanza.
Hai bisogno di scopare! Sussurri due paroline all'orecchio di Leo, saluti tutti educatamente e te ne vai via.
Ti accendi una sigaretta e ti avvii a piedi dalla parte opposta rispetto a casa tua. Passano solo un paio di minuti e senti la sua auto accostare per farti salire.
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