Pubblicato su Reporter n°6
05.02.2010
Sport / Il “nuovo” Robert Fultz
Durante la stagione estiva è stato il tormentone "made in Reggio". Se ne va, non se ne va, vuole l'aumento, anzi no si riduce lo stipendio, litiga con la dirigenza e altre amenità. Sta di fatto che il miglior acquisto della Trenkwalder stagione 2009-2010...l'avevamo già in casa. Stiamo parlando ovviamente di Robert Fultz, un fortitudino che incredibilmente sta facendo breccia nel cuore dei tifosi reggiani. Figlio di John, gloria della Virtus Bologna, classe 1982, Robert ha peregrinato per vari lidi (cresciuto a Bologna, poi Livorno, Castelmaggiore, Pesaro, Roseto, Teramo) prima di approdare a Reggio nel 2008, dove ha disputato un campionato altalenante a causa di vari infortuni. Nella stagione in corso sembra essere ritornato il "vero" Fultz, come dimostra la recente partita con Latina, marchiata dai 21 punti del nostro.
Buongiorno Fultz, com'è stato il "day after" dopo la partita di Latina?

"Non è stata una partita facile. Abbiamo iniziato senza ritmo, poco aggressivi e abbiamo concesso troppi tiri comodi. Nell'intervallo il coach ci ha giustamente strigliato e siamo tornati in campo più motivati, iniziando finalmente a difendere forte.
I 21 punti di Latina nel secondo tempo dimostrano che abbiamo vinto la partita in difesa".
Visti anche i risultati delle dirette avversarie di Reggio, pensi che si possa parlare di promozione?
"In questo campionato, come si è visto, tutti possono perdere con tutti, quindi mi sembra esagerato parlare di promozione.
Anche noi non dovevamo perdere con Pavia, Vigevano e Pistoia.
Non c'è un'ammazza campionato, Sassari è una grande squadra ma domenica ha perso. Va da sé che vogliamo rimanere davanti il più a lungo possibile ma dobbiamo ragionare partita dopo partita, con i piedi per terra".
Come spieghi questa tua rinascita, dopo il tribolato 2009?
"La grande differenza è che ho imparato a fidarmi della squadra, e viceversa. L'anno scorso, a parte i problemi fisici, c'erano difficoltà di altra natura.
Con tre play in squadra non sapevamo bene come organizzarci.
Quest'anno è diverso, sento fiducia intorno a me e sono più responsabilizzato, grazie anche a coach Ramagli, che conosco dai tempi della promozione con Pesaro.
Con lui c'è un bel rapporto, ogni tanto mi striglia in allenamento, ma va bene così".
Invece con Marcelletti cosa non funzionava?
"Marcelletti è un allenatore vecchio stampo, molto focoso.
Insomma, è un'altra cosa.
Ti dirò che all'inizio il nostro rapporto era partito bene, poi mi sono infortunato e quando sono tornato le cose erano cambiate, qualcosa si è rotto".
Tornando ai giorni nostri, cosa ne pensi del caso Martos Napoli, che fa giocare gli under 19 di Rieti e incassa 100 punti di scarto a partita?
"La Lega ha fatto un errore enorme a consentire l'iscrizione di Napoli, questa situazione sta facendo fare una figura misera a tutto il basket italiano.
La prossima stagione la Lega deve fare una scelta netta, cioè iscrivere una squadra sana, che dia le dovute garanzie. In Legadue ci sono molte squadre che soddisfano tutti i requisiti, Reggio compresa".
Cosa ci puoi dire della stagione scorsa, quando sembrava certa una tua partenza?
"Reggio è sempre stata la mia scelta, sono state scritte cose non vere.
Ho un contratto fino al 2011, in città sto bene, ho molti amici e non penso ad andarmene".
In bocca al lupo allora per il proseguo della stagione..
"Crepi. Un atleta deve dare sempre il 100%, ma il basket è anche una questione di fortuna, e la stagione scorsa lo dimostra".
Sport
-
Il “nuovo” Robert Fultz su Reporter n°6
- Titolari e panchinari su Reporter n°6
- Sotto con il Taranto su Reporter n°6
-
Verso la Polisportiva su Reporter n°6
-
Trenkwalder vs Jesi su Trend n°5
- Saverino, dove sei? su Reporter n°5
- Piccoli cestisti crescono su Reporter n°5
-
AAA compratore cercasi su Reporter n°5
-
Piccoli campioni crescono su Reporter n°5
-
Sulle orme del grande Brescello su Reporter n°5