Mercoledì 10 marzo 2010
Persone e storie

Racconti Erotici / Tati

Immagine Tati

di liviana rose - www.livianarose.com

Ogni storia ha una colonna sonora e questa di storie ha un concerto di Mark Knopfler e i giochi della sua chitarra.

C'è un momento in ogni storia in cui si percepisce che c'è stata una svolta: la svolta con la s maiuscola. Quella che poterà indiscutibilmente in un letto. A volte è solo curiosità.
Altre volte è noia. Certe altre ancora è colpa degli ormoni che scorrazzano indisturbati. Può essere anche il colpo di fulmine se esiste davvero. Oppure l'amore.

Una storia con sottofondo di chitarra è una storia lieta, sottile, però con un ritmo insinuante.

Per farla breve un uomo e una donna, Nico e Tati, si conoscono in un locale. Quale locale non ha tanta importanza ma giusto per essere più specifica potrei dire un locale piccino di musica dal vivo.
Dove c'è gente di ogni età, dove le note sono un po' sospese nel tempo. Roba buona insomma.
Lei ha un'amica graziosa che l'ha accompagnata. Messe a confronto, Tati è un po' in penombra, ma è anche una questione di carattere, l'una taciturna e l'altra gioviale.
Lui ha un amico, Giacomo, che è come un fratello e si somigliano nel modo di vestire, nel modo di camminare, nel modo di porsi, in tutto tranne che negli occhi. Nico ha gli occhi verdi.
Si siedono in due tavoli vicini ed è logico andare a ballare insieme, prima uno poi l'altra in un intreccio di coppie. Ed è strano come in un attimo Tati abbia scelto Nico e non Giacomo. Così senza parole.
Sa anche che entrambi gli uomini hanno puntato Milù, la sua amica. Ma il lento con Nico tocca a lei. E senza dire parole non sente più la musica ma si concentra sulla sua guancia poggiata nel calore della spalla di lui.
Sul profumo della camicia morbida e fresca di tintoria e dell'odore della notte col fumo di sigarette clandestine e aroma di ginepro.
E' stato proprio quello il momento.
Quando il ballo è finito Nico si è abbassato per incontrare il suo sguardo e le loro labbra sono state ad un petalo dallo sfiorarsi.
Ma la chitarra di Mark ha ricominciato a muoversi frenetica e tutto ha ripreso ad andare veloce.

Ritrovare quel momento sarebbe impossibile, volerlo ritrovare a tutti i costi sarebbe sciocco. Non sarà mai più. Ce ne saranno altri. Diversi ed egualmente eccitanti.

I ragazzi sono arrivati in auto, le ragazze in metrò. Si offrono di accompagnarle a casa. Giurano che è loro di strada.
Nico guida, Giacomo sale dietro con Milù, Tati si sente fortunata e prende posto davanti.
Sono le tre del mattino ormai si fermano per un ultimo goccetto in un piccolo cocktail pub sulla strada. E' bello una volta ogni tanto mandar giù un po' d'alcool: ti fa essere quello che sei perché ti spoglia delle inibizioni.
Dopo un mojito, un gin tonic e una caipirina, ben più di un goccetto in realtà, risalgono in auto verso la zona residenziale.
Le chiacchiere sono leggere, sussurrate a bassa voce per non svegliare la città, si parla di domani al lavoro che poi è oggi, di come abbia suonato bene il gruppo, di trovarsi il sabato in un altro piccolo locale di musica dal vivo. Fuori è inverno dentro c'è un accattivante tepore. L'auto è confortevole ma piccina. Tati sente qualcosa salirle dal fianco destro, quello verso la portiera. Abbassa lo sguardo e vede le dita di Giacomo seduto dietro di lei. Abbassa piano piano la sua mano e si sfiorano, giocando, facendo il solletico, carezzando, intrecciandosi. A riempire l'abitacolo sono rimaste solo le parole di Milù e Nico.
Ed ecco la casa di Milù. Una bella villetta ad un piano con il portico. Pausa nel gioco.
Saluti, baci, promesse.
Sfruttando l'attenuante di essere un po' ubriaca, Tati risale sul sedile anteriore dell'auto e appoggia la guancia sulla spalla di Nico, gli dice che lo ama davvero tanto per la bella serata. Gli sussurra paroline dolci mentre con guida blanda la sta riportando a casa.
E allunga una mano attraverso i due sedili per cercare quella di Giacomo, il quale si accomoda meglio al centro e inizia a fare domande inutili a Nico che gli risponde lanciandosi in lunghe dissertazioni sul tema. Tra una domanda e l'altra le carezza la mano mentre la tiene posata sulla sua coscia. Si sente che è uno che va a correre tutte le sere. E' muscoloso al punto giusto. Poi le volta il palmo verso l'alto e le sfiora appena con l'indice l'interno del polso, dove la pelle è sensibile e sottile. E poi sente qualcosa di caldo, liscio e morbido nella sua mano. Tasta al buio, senza voltarsi per l'inaspettato fuori programma.
E' una storia liete e quindi non v'è incertezza alcuna.
Accarezza, Tati, sfiora, stringe, scivola, scende, risale. Masturba, Tati.
L'uccello di Giacomo è duro fra le sue dita. E' umido.
Beata, Tati continua in quel massaggio eccitante e terapeutico, eccitante per entrambi a giudicare dalla rigidità, terapeutico almeno per lei che sta riprendendo fiducia in se stessa e nelle sue scelte di primo acchito. Aveva percepito subito che quel bello sconosciuto le sarebbe piaciuto e le avrebbe dato piacere.
Ogni tanto Giacomo risponde a Nico, esclusivamente a monosillabi, appena accennati tra i denti. Lo immagina ad occhi chiusi concentrato sul godimento che ne sta traendo.
Stanno arrivando a casa sua.
Forse deve invitarlo a salire. Forse il gioco finisce lì.
Lo stringe un po' più forte ed accelera il movimento della mano. Ma casa sua è lì dietro l'angolo e non fa in tempo a farlo venire.
Fermi davanti al suo portone ringrazia, fruga nella borsa, poi dice che devono esserle cadute le chiavi. Scende dall'auto e fruga per qualche secondo sotto il proprio sedile quindi apre la portiera posteriore e si china in cerca delle chiavi che stanno al sicuro nella tasca interna della sua giacca. Giacomo ha ancora l'uccello fuori dai pantaloni, nascosto fra le pieghe della camicia.
I loro occhi si incrociano solo per uno di quei brevi istanti in cui tutto si muove a rallentatore. Sorridono i loro occhi.
Poi in un attimo Tati dice: "Eccole" si piega velocemente schiocca un bacio all'uccello di Giacomo e quindi se ne va contenta per la sua strada.

Al sicuro dalle tentazioni in casa propria, Tati si fa una doccia, mette la sveglia e spegne il cellulare.

Può dormire solo tre ore ma riposa benissimo.
Alle sette e mezza, quando riaccende il cellulare, trova un messaggio di Nico ad attenderla. Alle sette e trentuno ne arriva uno di Giacomo con la musica di Silver town di Mark Knopfler…

E' una storia lieta ma Tati aveva sbagliato il nome del coprotagonista.