Venerdì 12 marzo 2010
Mostre

Mostre / Il Guercino a Reggio Emilia

di Filippo Silvestro Immagine Il Guercino a Reggio Emilia

 

È una bellissima notizia quella dell'arrivo della pala, di proprietà della Galleria Estense di Modena, di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino "Il Martirio di San Pietro".
Il quadro arriva da Roma, dopo essere stato a Palazzo Venezia per la mostra "Il Potere e la Grazia" -I Santi  Patroni d'Europa - e sarà esposto al Museo Diocesano cittadino dal 12 febbraio al 21 marzo. Reggio conosce bene l'opera del Guercino, visto che, recentemente è stata restaurata la pala "Assunzione di Maria Vergine con i SS. Pietro e Girolamo",  in Cappella Fiordibelli in Duomo. Nella stessa cappella vi erano altri due quadri del Guercino che ora, purtroppo, sono in Francia.
Le altre opere del Barbieri sono in Sant'Agostino "Sant'Apollinare" e nel Santuario del B. V. della Ghiara "La Crocifissione". "Il Martirio di San Pietro" è un'opera datata 1618 -19 e già il Malvasia scrive che il quadro era stato dipinto per "un gentiluomo di Carpi". Grazie a Giuseppe Campori sappiamo che il committente era Orazio Cabassi  che l'aveva ordinata per l'altare di una chiesa di Carpi.
Come tante opere, in quel periodo, venne portata a Parigi ed esposta al Louvre e ritornò in Galleria Estense nel 1815.
È una opera, quella del Guercino, che si collega direttamente alla "Crocifissione" della Madonna della Ghiara visto che una commissione arrivò appositamente da Reggio per visionare il quadro prima di  affidare al pittore l'esecuzione del quadro reggiano.
Il quadro "Il Martirio di San Pietro" ebbe grande successo dato che, come scrive il Malvasia, ricevette 100 scudi oltre al prezzo pattuito oltre ad altri regali.
I critici scrivono, in relazione ai canoni estetici elaborati dal Guercino, di influenza coloristica veneta ad esempio Jacopo Bassano e di Domenico Fetti. Il grande critico Denis Mahon nel catalogo che è seguito alla grande mostra a Bologna nel 1991, scrive nella scheda del Martirio del Guercino.
"Sin da Seicento si è usato fare il nome del Caravaggio davanti a brani ‘naturalistici' in dipinti datati alla prima metà di quel secolo; tuttavia l'esempio di Caravaggio non è, a mio avviso, un elemento essenziale in un dipinto quale il Martirio di San Pietro... il dipinto appartiene in sostanza ad una diversa tradizione".
L'ultimo viaggio, dopo essere stata al Louvre, la pala del Guercino l'ha compiuto a Roma a Palazzo Venezia per la grande mostra "Il Potere e la Grazia"- I Santi Patroni d'Europa - .
Nel bellissimo catalogo la scheda è curata da Alessandra Zamperini che scrive in relazioni a precedenti soggetti dipinti da Caravaggio e da Guido Reni: "Dal canto suo, Guercino offre un'originale variazione sul tema - pone il santo lievemente di scorcio ed evidenzia soltanto una parte della croce, segnalando lo strumento del martirio con una sineddoche che lascia più spazio ai quattro aguzzini". Finisce la scheda la Zamperini : "...a Pietro è messa in mano la chiave, suo tradizionale attributo, così da chiarire senza ombra di dubbi la sua identità, il suo ruolo principale degli apostoli e la sua funzione di fondatore della Chiesa romana".
È una grande occasione l'esposizione al Museo Diocesano cittadino per poter ancora una volta ammirare un grande della pittura: Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino!