Pubblicato su Reporter n°5
28.01.2010
Zoom / 3 di 4 / Meglio fare numero
Se è vero che non si può misurare la cultura in cifre certo è che i numeri dei visitatori e dei costi dei 12 anni di attività di Palazzo Magnani e delle due edizioni della Biennale del Paesaggio possono sollecitare qualche riflessione.
Per quanto riguarda la sede espositiva della Provincia andando a ritroso nel tempo possiamo vedere che nel 2008 a fronte di un costo di 1.518mila euro sono stati registrati circa 30mila visitatori, una cifra che sembra esorbitante se si confronta con quella del 2007, che ha contato soltanto 14mila presenze e un costo comunque di 971 mila euro.
Il milione e mezzo di euro è stato speso nell'anno che ha visto protagonista, oltre alla mostra del grande fotografo Edward Steichen, l'esposizione dedicata a Matilde di Canossa. Un'operazione quest'ultima complessa, articolata sul territorio ma che probabilmente ha interessato e coinvolto più gli addetti ai lavori che il grande pubblico. Il numero dei visitatori ancora una volta ci può aiutare a comprendere che forse non sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati dall'orchestrazione dell'evento dedicato alla Grancontessa.
Basta guardare i dati registrati a Palazzo Magnani nel 2005, anno dell'antologica di Antonio Ligabue: 60mila presenze ottenute con un terzo del costo stanziato nel 2008.
Un'ulteriore conferma che a volte non sono le operazioni faraoniche e i costi esorbitanti a incontrare il favore del pubblico.
Ora la nascitura Fondazione Palazzo Magnani dovrà confrontarsi con cifre che, per quanto ‘vili', possano avere un riscontro banale anche nell'incasso dei biglietti. Sorprendenti invece le cifre relative alle due edizioni della Biennale del Paesaggio: la prima edizione (2006-2007) è costata 300.000 euro di cui 190.000 euro coperti da sponsorizzazioni e ha contato circa 20mila presenze, mentre la seconda edizione (2008-2009) è costata 200.000 euro di cui 160.000 euro coperti da sponsorizzazioni per un pubblico complessivo di circa 30.000 persone.
Il solo evento dell'abbattimento dell'ecomostro ha registrato 10mila persone. Con un sesto del costo di un anno di attività di Palazzo Magnani sono state organizzate attività culturali che hanno coinvolto un numero pari di persone. E in tempo di vacche magre per la cultura anche questa può essere una buona notizia. E magari si potrebbero raggiungere numeri molto più interessanti se qualcuno spiegasse ai reggiani che cosa è veramente la Biennale del paesaggio, che, nonostante i 50mila euro spesi dalla Provincia per la comunicazione, rimane per molti un'entità indefinita. (sb)
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