Pubblicato su Reporter n°4
21.01.2010
Varie / "Mi do un bel sette in pagella"
Emanuela CaselliInizia questa settimana il viaggio di Reporter per conoscere da vicino i 40 consiglieri comunali reggiani. Il viaggio non poteva che iniziare dalla Presidente dell'assemblea di Piazza Prampolini: Emanuela Caselli, 48 anni, insegnante attiva da anni nel mondo del volontariato cattolico, già presidente diocesana dell'Azione Cattolica.
Dobbiamo chiamarla "prof" o "presidente"?
"Tutte e due, visto che ho fatto la scelta di non prendere l'aspettativa. Continuo a insegnare al mattino: sono insegnante part-time di economia aziendale all'Itc Scaruffi-Levi".
Severa con i suoi alunni?
"Gli studenti sono molto importanti per me, per il mio equilibrio. Ho con loro un rapporto splendido e schietto. Però credo nel rispetto e nella chiarezza dei ruoli: quando entro in aula al mattino tutti zitti e in piedi per il saluto".
Succede la stessa cosa anche quando entra in Sala Tricolore?
"Diciamo che mi faccio rispettare. Mi è capitato di riprendere qualche collega distratto o indisciplinato, però non li obbligo ad alzarsi in piedi per il saluto. Certo quando occupano il microfono troppo tempo per parlare dei massimi sistemi o per discutere questioni sulle quali il Comune non ha competenza un po' perdo la pazienza...".
Ma chi gliel'ha fatto fare?
"Delrio. E' stato lui in prima persona a chiedermi di impegnarmi in politica. Non ci avrei pensato altrimenti. Ma il sindaco è una persona che ho sempre stimato e rispettato e non potevo dire di no".
Il suo è stato un successo strepitoso: ben 834 preferenze. Non male per un'esordiente.
"La campagna elettorale, l'elezione e ora la vita del consiglio comunale. Ormai sono trascorsi sei mesi e devo dire che, dopo i primi momenti di impaccio che però mi sono serviti per prendere le misure con un mondo che non conoscevo, sto vivendo un'esperienza meravigliosa che mi dà ogni giorno sensazioni inebrianti".
L'elezione alla presidenza, da neo consigliera, le ha attirato qualche invidia?
"L'animo umano, si sa, è sempre variegato. C'è posto per tutto, anche per i sentimenti critici. Mi auguro di dimostrare con i fatti di essere in grado di ricoprire l'importante ruolo istituzionale per cui sono stata votata".
Ha chiesto consigli al suo predecessore Nando Rinaldi?
"Certamente. Soprattutto all'inizio mi sono confrontata molto con lui. Tuttora lo ascolto spesso, anche se poi agisco di testa mia".
Si sente più Nilde Iotti o più Irene Pivetti?
"Credo di avere uno stile tutto mio. Ma essere presidente del consiglio comunale non vuol dire soltanto gestire e governare l'aula. C'è tutto un lavoro nascosto, invisibile che però trovo gratificante, dalla conferenza dei capigruppo al contatto con la gente. Ho voluto mantenere un approccio umano, di ascolto. E' importante parlare e confrontarsi con i cittadini su quelli che sono i loro problemi e le loro richieste".
La "top three" dei problemi dei reggiani che bussano alla sua porta?
"Il lavoro, la viabilità e le concessioni edilizie".
In conclusione, si dia un voto per i primi sei mesi da presidente?
"L'alunna si applica, ma potrebbe fare meglio: ma un bel sette credo di essermelo meritato!"
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