Giovedì 11 marzo 2010
Costume

Raggi X / Ottimista con brio

di Orlando Corradini

Marco Corradi è nato a Reggio Emilia il 21 settembre 1954. Separato, convive da tre anni con Lorena. Padre di due figli, Davide e Stefano, che hanno rispettivamente 26 e 22 anni. Titolo di studio geometra. Presidente di Acer, coordinatore delle Acer dell’Emilia Romagna e tecnico del Comune di Cavriago. è a lui che, in questo mese, abbiamo chiesto la disponibilità a sottoporsi alle domande della nostra rubrica Raggi X.
Presidente, è ancora arrabbiato con l’Amministrazione comunale per la vendita degli appartamenti del Comune a basso costo?
“Non sono arrabbiato con l’Amministrazione comunale, perché la questione non dipende dal Sindaco ma dallo Stato. Una vecchia legge dello Stato, degli anni ’90, aveva previsto l’obbligo, per le Amministrazioni comunali, di vendere il 50% del patrimonio edilizio. Il Comune quindi ha venduto una parte del patrimonio edilizio per riqualificare altri quartieri, come lo Stranieri, il Foscato-Mascagni ed il Compagnoni dove si è anche favorito un mix sociale che ha portato migliori condizioni di vita per tutti. Sono contrario, invece, alla svendita del patrimonio fine a se stessa. Nei principali paesi europei si tende a calmierare il mercato dell’affitto realizzando patrimonio pubblico a canone calmierato. Adesso, secondo una disposizione della Regione Emilia Romagna, si possono vendere gli alloggi pubblici solo su base d’asta. In precedenza, e per una disposizione del Governo di centro-destra, la vendita era possibile a tutti sottocosto. Quindi è accaduto che ha comperato chi effettivamente ne aveva bisogno, ma anche persone che hanno agito come speculatori. Rendere possibile la speculazione non è mai un bene per nessuno”.
Nel suo ruolo, oggi, il problema che più l’assilla qual é?
“In questo momento i problemi che mi assillano sono almeno due. Il primo è di rispondere alle esigenze delle famiglie in cerca di una casa; sono in aumento i casi di difficoltà e per molte famiglie, colpite dalla crisi, il mercato dell’affitto è diventato insostenibile.
Il secondo è di lavorare per far sì che Acer sia sempre più efficace ed efficiente nel rispondere ai bisogni delle persone. Quindi tutto l’impegno è finalizzato a interpretare i bisogni dei cittadini e dare loro risposte; cosa sempre più complicata a causa della limitatezza delle disponibilità finanziarie”.
Un compito, invece, che le crea fastidio?
“Doversi districare tra invidie, gelosie e individualismi che fanno perdere tempo ed energie preziose che potrebbero essere investiti per risolvere i veri problemi”.
Venendo al lato personale, chi è l’uomo Marco Corradi?
“Sono una persona iperattiva che mette passione e impegno in tutto ciò che decide di intraprendere. Sono ottimista per natura, i problemi non mi spaventano e non mi arrendo finché non ho trovato una soluzione”.
Cosa ricorda, in prevalenza, della sua infanzia?
“I miei genitori hanno lavorato in Svizzera per più di 10 anni ed io ho vissuto tutte le difficoltà di far parte di una famiglia di emigrati. Forse la mia passione per la politica deriva anche da questo trascorso”.
Quale è stato il suo primo mestiere retribuito?
“Sono geometra e il mio primo lavoro fu in qualità di tecnico in Coopsette”.
Normalmente da giovani si ha un sogno nel cassetto. Qual era il suo?
“Quello che sto facendo è ciò che ho sempre desiderato fare”.
Dove si forma politicamente?
“La mia formazione politica è cominciata in casa perché ho vissuto in una famiglia di sinistra e fin da piccolo avevo le mie idee. Ricordo con infinita tenerezza un piccolo contrasto, su questioni di carattere generale, che ebbi con il mio maestro delle elementari. Quindi giovanissimo sono entrato nel partito comunista ed ho cominciato ad interessarmi attivamente di politica, in particolare nel movimento studentesco”.
Una persona a cui deve molto?
“Alla mia famiglia e a tutte le persone che mi sono state vicine negli anni e che mi sono attualmente accanto”.
Un evento che ha influenzato la sua vita?
“All’età di 24 anni sono stato eletto presidente di Circoscrizione, un’esperienza umana e politica determinante da tanti punti di vista: sociale, tecnica e politica. Ascoltare i cittadini e lavorare al loro fianco per oltre 8 anni è stato davvero formativo”.
Un valore in cui crede in senso assoluto?
“Ritengo che siano valori fondamentali la coerenza, l’altruismo, la solidarietà, il gioco di squadra e il bene comune. Ho sempre cercato, nei comportamenti e nelle azioni,
di rispettare questi valori, anche quando hanno finito col penalizzare chi mi stava e chi mi sta vicino”.
Una sua virtù?
“La passione nel fare, la meticolosità, l’impegno, la capacità di studio e di analisi per trovare delle soluzioni sempre innovative perché nulla sta fermo, tutto si trasforma”.
Un suo difetto?
“Sicuramente la mia iperattività. Talvolta diventa un problema per chi mi sta vicino che può sentirsi eccessivamente spronato, ma è sempre a fin di bene”.
La qualità che preferisce negli uomini?
“La lealtà, la coerenza e la capacità di collaborare su obiettivi comuni”.
E nelle donne?
“ Sul lavoro apprezzo tantissimo la capacità organizzativa e la razionalità con la quale agiscono. E poi la forza d’animo e la grande capacità di sostenere la fatica fisica e mentale. A noi uomini danno molto, sono la nostra vera forza”.
Una dote naturale che vorrebbe avere?
“Un po’ più di aggressività”.
Un suo rimpianto?
“Di non avere il tempo di fare tutto ciò che vorrei fare”.
Un suo merito?
“Credo di aver dimostrato in ogni incarico che ho ricoperto e lavoro che ho svolto di aver portato sempre qualcosa di innovativo in senso positivo”.
Piangere, per un uomo, secondo lei è segno di debolezza?
“Assolutamente no. Anzi è un segno di forza”.
Cosa detesta di più?
“Sono tante le cose che mi infastidiscono: l’incompetenza, l’arroganza, la cattiveria, l’invidia, la supponenza, l’incapacità di ascoltare, ma anche la mancanza di buona educazione e di stile”.
Il regalo più bello che ha ricevuto?
“I miei figli”.
Cosa cambierebbe in se stesso dal punto di vista fisico?
“Forse il naso e un po’ più di capelli starebbero meglio, ma va bene così”.
Cosa cambierebbe nel suo modo di essere?
“Tutto sommato ho una buona opinione di me stesso, anche se mi sforzo per migliorare”.
Una cosa che abitualmente fa con tanto piacere?
“Le camminate nei boschi.”
Il ricordo più bello?
“La nascita dei miei figli e l’innamoramento delle cose e delle persone”.
Una voglia che vorrebbe soddisfare?
“Riuscire a staccare un attimo dai problemi di lavoro”.
Ha un sogno che fa con ricorrenza?
“Laurearmi in ingegneria. Ho iniziato gli studi universitari alla Facoltà di Ingegneria delle Infrastrutture mentre lavoravo poi, preso dagli impegni, ho dovuto interrompere a solo 6 esami alla laurea. Il mio sogno è riuscire a concludere. Prima o poi lo farò”.
Ha un hobby che l’appassiona?
“Camminare e occuparmi di giardinaggio”.
Ama la musica?
“Sì, tutta. Dalla classica alla moderna, passando dal rock, ai latini, all’etnica”.
Un film preferito?
“Sono due: ‘La stangata’ e ‘Blade runner’, ma mi piacciono molto anche i thriller”.
Un attore che per il ruolo prevalentemente interpretato stima od invidia?
“Non ho miti in generale.
Ci sono però degli attori che mi piacciono come Harrison Ford e in modo particolare Sean Connery, grande uomo di stile”.
Il personaggio storico che più ammira?
“Appartiene alla contemporaneità, ma ricordo con particolare ammirazione Enrico Berlinguer”.
Il personaggio storico che più detesta?
“Sicuramente Mussolini e se usciamo dai confini italiani senza dubbio Hitler”.
Una cosa che la spaventa per lei e per gli altri?
“Il fatto che di fronte ai cambiamenti importanti, che possono generare anche problemi, talvolta prevalgano atteggiamenti negativi, dettati dall’ignoranza o dalla paura.
In questo periodo abbiamo bisogno di grande razionalità e lucidità per mettere in atto azioni di lungo periodo con una visione comune senza limiti geografici, sociali o culturali.
Se tutti agissimo in questo modo, il mondo sarebbe più semplice.
Uno scoop. Qualcosa di lei che in pochi sanno?
“Sono perfettamente trasparente. Di segreti non ne ho proprio”.