Venerdì 30 luglio 2010
Attualità

Carta Canta / Non soffia più il vento

Dicembre 1999
Il periodo temporale della ricorrenza delle festività natalizie e di capodanno è sempre stato considerato, per gli italiani e quindi anche per i reggiani, un periodo portatore di serenità e, dal punto di vista materiale, un poco folle. Serenità perché, per credenti e non credenti, è un periodo in cui le feste portano un poco di sollievo rispetto alla quotidianità. Oppure perché, in questo periodo, dimenticando anche certi rancori, si prova il piacere di ritrovarsi e di stare insieme. Un poco folle perché, dimenticando patimenti o limiti contingenti, si dà sfogo alla voglia di fare o farsi un regalo dando, nel limite delle possibilità, sfogo ad alcune voglie represse o rimandate nel tempo. Il tutto è condizionato però dallo stato dell'economia, in generale, e dalle disponibilità personali in modo particolare. Dieci anni fa, in occasione di questo periodo, i giornali locali titolavano: "A gonfie vele il regalo di Natale" per evidenziare una situazione di "abbondanza". Infatti, la caccia ai doni natalizi era diventata una corsa frenetica. I reggiani entravano ed uscivano, copiosi, dai negozi della città fieri di ciò che avevano appena comprato. Proprietari e dipendenti, sottoposti ad un intenso lavoro, erano soddisfatti di come andavano le vendite. Insomma "soffiava un grande vento" che "gonfiava le vele" dell'acquisto e della soddisfazione. Dieci anni fa...

Dicembre 2009
Oggi durante il periodo natalizio che stiamo vivendo sicuramente non "soffia il forte vento" che "gonfia le vele" dell'acquisto e delle soddisfazioni. Siamo in una situazione economica che certamente non sollecita la spesa folle e, tanto meno, la soddisfazione estrema. Altro titolo sceglierà la stampa locale per ricordare questo periodo natalizio. "Non soffia più il vento" ci sembra il più illuminante. Infatti nella nostra città, come in tante altre del nostro Paese, "non soffia il vento" per coloro che, in maniera violenta e repentina, hanno perso il posto di lavoro, per i cassintegrati, per le imprese che hanno chiuso i battenti e per i molti giovani che hanno poche aspettative immediate. "Il vento più debole" è però per quei lavoratori che hanno perso il lavoro in un'età che definiamo critica. Quella che li ritiene troppo vecchi per avere la speranza di trovare un nuovo lavoro e troppo giovani per godere dei benefici economici di una giusta pensione. I giovani, pur soffrendo, hanno, comunque l'età della speranza. I disoccupati in età critica no.
E' Natale. Per i credenti è tempo di fede e di miracoli. Per i non credenti sia tempo, comunque, di fiducia e speranza. Per tutti sia tempo di solidarietà e di gratitudine. Soffi sulla nostra città almeno il "vento" dell'augurio: quello, per tanti, di poter dimenticare almeno a Natale gli assilli e le preoccupazioni contingenti. Buon Natale e Felice anno nuovo.
(a cura di Orlando Corradini)