Venerdì 12 marzo 2010
Persone e storie

Storie / E il colorista che fa?

di Carlo Vanni

Sembra una cosa da niente; troppo ovvia, troppo sotto gli occhi, per potersene accorgere, eppure, senza questo ingrediente, tutta la cucina assume un gusto, un carattere, del tutto diverso. Eppure, a gran parte degli italici lettori, il colore, nel fumetto, non sarà  mai parso dover assumere un ruolo così importante. Siamo abituati da sempre alle spartane (il superlativo “spartanissime”, benchè cacofonico, è forse più adatto al soggetto in questione) chine della grande casa di Bonelli, che tra Tex, Zagor, Mister No, Nathan Never e Dylan Dog, solo per citare i maggiori, hanno da sempre relegato il colore ad un ruolo affatto subalterno, giusto per le copertine, o a sottolineare l’eccezionalità di certi numeri (tutti i multipli di 100, ad esempio); oppure, ai colori magri e “di servizio” della Disney, o dell’Eura Editoriale, dove la policromia è economica e strettamente funzionale. Eppure, il fumetto moderno è così inscindibile dall’idea di colore che si fatica a pensarlo privo di esso, laddove tutte le tonalità che scaturiscono dal sapiente mix tra magenta, ciano e giallo danno un tono, uno spessore, un significato ai tratti che vanno a riempire. Ma il colorista, non sarà un po’ come il batterista dell’orchestra, senza il quale non c’è musica che tenga, ma del quale di solito nessuno fa mostra di accorgersi?
“Eh, le cose stanno cambiando, ma in effetti, a parte Disney, il colore nel fumetto in Italia è stato sempre considerato una nota a margine. E neanche tanto utile. Ecco… come volevasi dimostrare!!!”, nota, senza neanche apparire troppo stizzito, Fabio D’Auria nello sfogliare un recente albo a fumetti cui ha fornito il colore e nei cui crediti, fatalmente, non figura il suo nome. Poi, dopo un inevitabile (e un po’ rassegnato) sospirone, prende in mano una matita e, mentre chiacchieriamo, sbozza figure in azione su di un foglio. La domanda, è inevitabile: se non facessi il colorista, preferiresti disegnare? O quale altro lavoro potresti svolgere? “Ma sì, mi piacerebbe disegnare…pagano di più, e non devo aspettare i ritardi degli altri, eh eh!!! Ma anche, non so, il Presidente del Consiglio? Mah! Per sbarcare il lunario, mentre aspettavo di fare una professione del mio specifico, ho tagliato lamiere, montato ascensori, imbottigliato detersivi, preparato hamburger…”.
Una gavetta impegnativa quella di Fabio D’Auria: Liceo Artistico a Napoli, città natale, poi, Scuola Internazionale di Comics, l’Accademia a Bologna, subito interrotta perché “disorganizzata, e perché rispetto al Liceo, non mi stava dando nulla di più!”; poi, l’arrivo a Reggio, e l’incontro casuale con lo scrittore Matteo Casali, che gli offre di colorare qualche pagina del fumetto “Bonerest”. “Da lì, passaparola, lavoro duro, andarsi a cercare i contatti, tutto ha cominciato a macinare. Oggi lavoro per gli editori di serie A, ma ce n’è voluta, prima di farne un mestiere...”. Che cosa fa di un colorista quello che è? “Intanto, un’ottima conoscenza del disegno di base, senza quella non potrai mai valorizzare il tratto altrui; se non sai come funzionano le luci sulle forme, sulle diverse superfici, nelle diverse posizioni, non vai tanto lontano.”.
“Ci vuole tecnica, ma anche arte. La tecnica è indispensabile; senza la conoscenza delle basi, e senza quella, indispensabile, della grafica computerizzata e dei programmi (io uso Photoshop, di solito), i ferri del mestiere, insomma, è impossibile lavorare. Ma serve la sensibilità personale per sapere quanto aggiungere, e quanto togliere; non è che il computer faccia tutto da solo, è un ferro del mestiere come una volta erano i pennelli. Una volta, c’erano le tavole con le chine, tu prendevi i colori in mano, e partivi. Adesso, ti arrivano i file, tu ci metti il colore, e li rispedisci. Il fatto è che il colore non deve mai scavalcare il disegno, coprirlo; deve arricchire, fornire chiavi di lettura…in questo senso, bisogna anche sapere interpretare le idee del disegnatore…devi rendere il tratto più leggibile, senza stravolgerlo; emozionare, dare atmosfera, senza dimenticarsi che si è al servizio del disegnatore. Io, di regola, sono contento quando il disegnatore è contento del mio lavoro; quello che più mi soddisfa, è valorizzare il disegno, rispettare il tratto, farlo “saltare fuori”…non sono una star, che cerca per forza di farsi notare, a tutti i costi. Un approccio più da operaio, che da artista. Tagliamo in mezzo: da artigiano, va.”. Ma in pratica, da cosa nascono, le decisioni sul cosa e come colorare? “Si parte dalle tavole in bianco e nero, e avere la sceneggiatura, magari supportata dalle note del disegnatore e dello sceneggiatore, è ovviamente di una utilità estrema, nel capire come si deve andare a procedere. Solo qui, arriva il momento di sfruttare la conoscenza del mezzo tecnico, che è poi la tua “arte”; puoi cominciare solo dopo aver capito!!! Ed è per questo che, lavorando spesso con tempi strettissimi, si è sempre in difficoltà. Conoscere il disegnatore, avere un rapporto stretto con lui, magari averci già lavorato assieme, facilita di molto l’opera; poi, a seconda delle diverse case editrici, ci sono diverse “regole d’ingaggio” che è bene conoscere e rispettare, se si vuole che il lavoro sia accettato senza problemi”. Ma come mai, a Reggio Emilia? “Parenti, che vivevano qui da molti anni; avevo bisogno di nuovi spazi, e così…poi, Reggio Emilia, anche se non tantissimi lo sanno, per il lavoro svolto da Casali e Camuncoli (la casa editrice Innocent Victims), all’inizio, e poi anche grazie al fatto che Jim Lee ha vissuto qui per anni, è diventata un polo d’attrazione di grande interesse, nell’ambito del fumetto: pensate solo alla Scuola di Comics....Come dicevo: un ambiente stimolante.”

Gallery

Bibliografia di Fabio D'Auria

2009/05- Walking the Talk-ASMF #8 (11p) /U.S.A. /Marvel Comics
2009/05- Dylan Dog Color Fest #3 (32p) /Italy / Sergio Bonelli Editore
2009/05- Carriera Criminale di Clelia C. (72p) /Italy /
2008- Lans Sirling T2 (46p) / France / Soleil Prod.
2008- Guerre et Paix (90p) / France / Adonis
2008- Captain America-Daredevil: Dead on arrival / U.S.A. / Marvel Comics
2007/2008- Spider-Man (88p) / Italia / Panini Comics-Periodici SanPaolo
2007- Nathan Never #200 (49p) / Italia / Sergio Bonelli Editore
2007- Agenzia Incantesimi #3 (12p) / Italia / Star Comics
2007- Quebrada / Italia / Edizioni BD
2007- DC-UPPERDECK (4 cards) / U.S.A. / Upperdeck
2007- Devil-Capitan America: Doppia Morte (46p) / Italia / Marvel Italia-Panini comics
2006- Diabolik TPB #1 (360p) / Italia / Panini Comics
2006- Alan Ford TPB (540p) / Italia / Panini Comics
2006- Le Jour Des Magiciens T4 (46p) / France / Les Humanoides Associes
2006- Army Of Darkness (cover) / U.S.A. / Dynamic Forces
2005- Vampire By Night-Amazing Fantasy #10-11-12 (24p) / U.S.A. / Marvel Comics
2005- BONEREST / U.S.A. / Image Comics
2003/2005- L’UOMO TIGRE-TIGERMASK (8 covers) / Italia / Saldapress
2005- NYCMECH / Italia / Star Comics (StarmagazineNew)
2004- NYCMECH / U.S.A. / Image Comics
2003- BONEREST - Denti / Italia / Magic Press
2002- BONEREST - Secondo Avvento / Italia / Magic Press
2000- BONEREST - Strani Giorni / Italia / Magic Press