Pubblicato su IF n°48
20.05.2009
Who / Gazebo penguins, un i-gloo in mezzo alla bassa correggese
Mentre si sta girando per i banchetti organizzati al “Meeting People Is Easy # 2”, due giorni di etichette e concerti organizzati al Maffia dai ragazzi della fanzine Youthless, si capita davanti allo stand della Suiteside. È un’etichetta di Genova, gestita da Monica Melissano, che conosciamo: abbiamo visto pochi giorni fa in concerto a Modena un loro gruppo, i Banshee, e abbiamo goduto nello scoprire che di gruppi bravi come i Franz Ferdinand non ne nascono solo in Gran Bretagna, ma anche nell’italico stivale. Basta solo credere in loro, come ha fatto la Suiteside. Monica ci porge il cd di un’altra band entrata da poco nel rooster della sua etichetta: ma li conosciamo! Sono di Correggio, e li abbiamo recensiti più e più volte. Siamo contenti che siano arrivati ad essere pubblicati e distribuiti in tutta Italia (Audioglobe).
Sono i Gazebo Pinguins, trio di pinguini incazzosi che – in effetti – sono tra i gruppi più “funzionanti” che siano saltati fuori da questi Anni Zero musicali-reggiani. Che poi, l’abbiamo detto più volte, nella nostra provincia non esiste attualmente una scena ma succede poi che le eccellenze ci siano sempre, ed arrivino alle ribalte nazionali quando meno te la aspetti. Fu così per gli Offlaga, ora è il turno per i Gazebo Penguins. Il parallelo peraltro finisce qui: troppo diverse le proposte per tutto il resto, italiana una e l’inglese l’altra, “in punta di pagina” quella di Collini & soci e “in punta di distorsore” quella della band del paesone di Ligabue.
Andiamo dunque ad ascoltarlo, e bene, questo “The Name Is Not The Named”: non hanno perso un briciolo di energia i correggesi, il loro hardcore sghembo è sempre il protagonista senza compromessi. L’album li fotografa proprio come sono: li si immagina in un i-gloo… ehm… in una ex stalla di Correggio a provare a volumi troppo alti, a picchiare sulle pelli con il sudore che vola in aria dai tamburi, ad urlare in microfoni molto ammaccati che non riescono a far uscire una voce pulita. A volte sono pericolosamente vicini ai Jane’s Addiction (“There’s No Goodbye For Motorpsycho’s Fans”, “Maybe In December”), ma nella maggior parte degli episodi i Peguins ci mettono una loro firma riconoscibile, quella di “Babo Vs. Mollica At The Gate”, velocità vs. cattiveria. New-Punk scandinavo (quello di gruppi come gli (International) Noise Conspiracy o i Division Of Laura Lee), sonic-rock alla Sonic Youth, nervi saltellanti tipici dell’era degli Strokes, i Gazebo Penguins rimescolano tutto questo e molto più nelle undici canzoni che formano “The Name Is Not The Named”, senza timore reverenziale alcuno. Tipico sbruffonaggio da correggesi, potrebbe dire qualcuno: in effetti è così, e al di là delle battute campanilistiche a volte questa faccia tosta serve, e funziona pure. I Penguins suonano infatti quel “tutto” a cui accennavamo come se fossero i primi a farlo, ci credono davvero e riescono a trasmetterlo. È tutta una questione di convinzione.
Ma anche di risultato: non è facile essere così coinvolgenti, così “molesti” (ed è il miglior complimento che si può fare a chi suona punk!), così devastanti e suonare anche bene, cioè con una tecnica che il 95% della gente che fa roba del genere se la sogna. I Gazebo Penguins sono questo e altro, e ci tengono a farlo sapere: “il disco dei Gazebo Penguins non è i Gazebo Penguins”. È lo stesso significato del titolo del loro disco. Vabbé, quando vogliono fare gli intellettual-chic sono molto meno simpatici: il punk è ignorante, ecco di questo i Penguins si dimenticano, ma va bene poi lo stesso. Da chi è bravo accettiamo anche che se la tiri un po’.
Formazione:
Gabriele Malavasi (voce, chitarra)
Andrea Sbologni (voce, basso)
Pietro Cottafavi (batteria)
Siti:
www.myspace.com/klordhospital
www.myspace.com/gazebopenguins
Discografia:
“Penguinvasion” (autoprodotto, 2006)
“The Name Is Not The Named” (Suiteside, 2009).
Ascolta i Klord se...
-…ti piacerebbe vivere a New York perché prima o poi la casetta di Canolo la vendi;
-…il distorsore è il tuo effetto preferito;
-…ti svegli di notte e ti metti a leggere Borges;
-…hai sempre detto che i Jane’s Addiction sono il gruppo più sottovalutato di tutti i tempi.
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