Mercoledì 10 marzo 2010
Costume

Antiche Carte / Un monumento avvolto dal mistero

di Gino Badini Immagine Un monumento avvolto dal mistero

Qualche tempo fa, visitando il Museo di Budapest con alcuni amici ungheresi, ebbi la possibilità di vedere un modellino ligneo che riproduceva un monastero benedettino del Medioevo. Nell’ammirarne la struttura e per via di alcune somiglianze con un noto disegno, la mente volò all’edificio reggiano dello stesso ordine religioso di San Benedetto, costruito fuori del perimetro murario della nostra città. Purtroppo di quell’edificio ci rimane solamente – sotto il profilo grafico - un’accurata ricostruzione inserita nella mappa eseguita dall’ingegnere Prospero Camuncoli, ricostruzione realizzata poco prima che il monastero fosse demolito per ordine del duca di Modena e per motivi militari, vale a dire per creare la cosiddetta “tagliata” che avrebbe dovuto rendere più efficace il fuoco difensivo dei cannoni apparsi da pochi decenni sugli scenari delle guerre europee. Nel vedere quel plastico del Museo magiaro, mi ricordai anche di una dettagliata descrizione fatta in un “libricciuolo da Pietro Muti, monaco di San Prospero” e riportata in buona parte nella storia di Reggio di Guido Panciroli. È una descrizione che diversi storici hanno giudicato non completamente attendibile. Ho provato più volte senza successo a rintracciare il testo completo e originale, anche con l’aiuto di colleghi veneziani, in quanto il documento – a detta di Panciroli - era conservato nella città lagunare.
In questo caso specifico lo storico-giurista reggiano ebbe modo di vedere direttamente l’importante fonte documentaria e di trascriverla, mentre per numerosi altri documenti (anch’essi perduti) Panciroli si era rifatto alle trascrizioni lasciategli dal padre Alberto, avvocato e cultore di storia locale come il figlio. A metà del Cinquecento pertanto i benedettini furono costretti a lasciare il loro bellissimo e plurisecolare monastero per trasferirsi in città dove tuttavia costruirono nuovi edifici di notevole bellezza e ricchezza (attualmente in  corso di restauro).
Rimane il mistero di quella descrizione dettagliata che seppure in parte “fantasiosa” avrebbe potuto aiutarci a conoscere meglio le vicende di quell’antico e significativo monumento dedicato al patrono della città di Reggio, un monastero che ospitava un cospicuo numero di monaci e che ebbe un ruolo rilevante nella vita socio-economica del nostro territorio.