Venerdì 30 luglio 2010
Concerti

Musica / Viva la musica indipendente

di Lorenzo Pioppi

Meeting People Is Easy. In questo caso è davvero facile incontrarsi e condividere due giorni (4 e 5 aprile) di buona musica. Youthless (fanzine nostrana genuinamente DIY) infatti, organizza la seconda edizione di questo evento dedicato ad etichette indipendenti e concerti.
Nell’area del Maffia, oltre ai soliti stand, si alterneranno in questa due giorni vari gruppi locali e non. Tra i tanti Beatrice Antolini, The Death Of Anna Karina, Red Worms’ Farm e Julie’s Haircut.
Quest’ultimi presenteranno in territorio reggiano l’ultimo album di studio pubblicato appena due mesi fa: “Our Secret Ceremony” (A Silent Place, 2009).
Questo, sigla il decennale percorso discografico di una delle più sorprendenti realtà del panorama indipendente italiano.
Il gruppo di Nicola Caleffi e Luca Giovanardi, diviso tra Sassuolo, Modena e Reggio, è ormai attivo dal 1994 ma il debutto su 12 pollici è solo di cinque anni più tardi. “Fever In The Funk House” targato Gammapop è un esordio folgorante, nella sua commistione di garage rock, funk e melodie pop, accolto come manna caduta dal cielo dagli addetti ai lavori di tutta la penisola.
Questo primo lavoro, lascia timidamente intravedere le allucinazioni psichedeliche che esploderanno dei loro colori nel successivo “Stars Never Looked So Bright”, sempre pubblicato da Gammapop due anni più tardi.  Perfetta congiunzione tra black music e psichedelia contemporanea, il secondo capitolo dei Julie’s Haircut prosegue nel suo incedere disorientante, nell’evoluzione continua che li porterà alla definitiva consacrazione attraverso i meandri sonori più personali di “Adult Situations” nel 2003.
Questa volta è l’Homesleep di Bologna ad aggiudicarsi la pubblicazione del disco, il primo ad essere distribuito anche al di fuori dei confini nazionali. Nonostante siano già stati completati tre album, questo viaggio pare essere solamente al suo inizio. Sono tanti i personaggi che i nostri incontrano lungo il cammino - Sonic Boom (Spacemen 3) e Damo Suzuki (Can) - condividendo esperienze e arricchendosi vicendevolmente nella creazione di “After Dark, My Sweet” (Homesleep, 2006),  dove prendono piede la sperimentazione e la ricerca sonora, mai abbandonando la cifra stilistica che li contraddistingue.
“Our Secret Ceremony” è l’ultimo atto di coraggio del collettivo.
Ambizioso e febbricitante nei suoni, è il disco più bello modellato da questa band emiliana; di gran lunga al di sopra (di qualità s’intende) della comune scena indie del bel paese.