Politica
22.01.2010A proposito di R.E.T.E.
La tragica fine del signor Camillo Grassi, deceduto in una struttura protetta del Comune, in circostanze drammatiche e tutte da chiarire (ma a questo penseranno le inchieste) ci fa riflettere. Si pongono alla nostra attenzione diversi interrogativi.
Non tanto e non solo sul livello di assistenza erogata quanto sulla organizzazione nel territorio. A quel che si sa oggi R.E.T.E. è formata da otto strutture con circa cinquecento addetti e ha una media di circa cinquecentosessanta ospiti. Con un tale numero di operatori l’opinione pubblica si chiederà come sia stata possibile una morte così atroce. Se tutto ciò dipenda da una tragica fatalità o da presunti disservizi.
R.E.T.E. si avvale inoltre dell’operato di numerose associazioni di volontariato che svolgono un lavoro del tutto gratuito ed encomiabile, nel vero spirito della solidarietà.
Lontana da me ogni volontà di speculazione o sciacallaggio politico, penso sia necessario fare un esame attento sui servizi erogati da R.E.T.E. nel territorio, può essere che si trovino punti di eccellenza o addirittura disservizi.
Chiederò di convocare d’urgenza la commissione comunale preposta, congiuntamente ai vertici di R.E.T.E. e ai rappresentanti delle associazioni di volontariato che operano all’interno della struttura.