Venerdì 30 luglio 2010

Attualità

18.02.2010

'Scarti di cervo, autorizzare un'adeguato smaltimento'

"Tramite l'ultimo censimento sugli ungulati, si è arrivati finalmente alla decisione di abbattere tramite selezione almeno 10.500 capi, tra cervi e caprioli per assicurare l'equilibrio della fauna in montagna e non solo. Esiste però una deroga in cui viene concessa la possibilità ai selezionatori di vendere la carne di cervo direttamente ai ristoranti, senza passare tramite i controlli igenico sanitari obbligatori per tutti gli altri tipi di carne, creando così allarme sociale". E' quanto afferma in un'interpellanza il consigliere provinciale della Lega nord Romano Albertini che sottolinea inoltre come "non esista in montagna un macello autorizzato dalla Provincia per ovviare il problema di cui sopra, nonostante la materia riguardante gli ungulati, sia di competenza dell'ente".
Secondo il consigliere Albertini "lo smaltimento degli scarti della selvaggina in oggetto, quantificabile in svariate tonnellate, non sia possibile rintracciarne lo smaltimento, se non in modiche quantità rinvenute nei cassonetti della spazzatura, consapevoli degli obblighi onerosi a cui debbono sottostare per legge, tutte le macellerie autorizzate per ogni tipologia di animali, riguardanti lo smaltimento degli scarti". Pertanto l'esponente della Lega nord, nell'interpellanza chiede di "trovare una soluzione adeguata, al fine di tutelare la salute dei cittadini come priorità, ed allo stesso modo far sì che gli scarti dati dalle pelli nonché dalle ossa, sia portato nelle sedi opportune per lo smaltimento adeguato, essendovi già stato in passato un rapporto con una macelleria in zona montana, munita di tutti i regolari permessi di legge. Si auspica la possibilità di restaurare di nuovo un rapporto nell'interesse di tutta la cittadinanza".

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