Politica
18.02.2010Episodio davanti a moschea di Correggio, respinto odg
"Un episodio deplorevole" ha detto il consigliere del Pdl Tommaso Lombardini, che ha poi ricordato quanto accaduto e così descritto in un ordine del giorno: "L'episodio apparso sulla stampa locale nelle scorse settimane, riferiva di una giovane cittadina italiana che è stata vittima di una pesante discriminazione religiosa e razziale davanti alla moschea di Correggio. La vittima di religione cristiana, stava aspettando il marito fuori dall'area della moschea, di proprietà comunale, quando un cittadino pachistano ha iniziato ad inveire contro di lei offendendola. Alle urla il marito della ragazza è uscito dalla moschea prendendo le difese della moglie fra l'indifferenza dei presenti. La situazione si è calmata solo alla minaccia dell'uomo di chiamare le forze dell'ordine, probabilmente per lo stato di clandestinità dell'aggressore".
Il documento è stato respinto con 13 voti contrari (Pd e Rifondazione comunista), 11 favorevoli (Pdl, Lega nord e Udc) e l'astensione dell'Italia dei valori.
Di "tematiche trattate in modo così strumentale, indotte da esigenze elettorali" ha parlato il capogruppo di Rifondazione comunista Alberto Ferrigno, definendo il "testo macchiato da razzismo strisciante" ed esprimendo un "convito contrarietà" e affermando che "se gli immigrati non ci fossero probabilmente la Lega avrebbe zero voti". Sulla stessa linea si è espressa la capogruppo del Pd Ilenia Malavasi: "I toni usati nel documento fanno pensare ad una strumentalizzazione dell'episodio. Fermo restando che gli atti di violenza sono da condannare tutti, quindi anche questo" vorrei ricordare che "il fatto è stato riferito dai giornali e non trova riscontro in alcuna denuncia. La scena nel documento sembra descritta anche in modo un po' fantasioso. E' chiaro che siamo solidali con la ragazza, ma si tratta davvero di un singolo episodio, per cui non ha senso responsabilizzare tutta la comunità islamica correggese, che da molto tempo è presente con una moschea e senza aver mai creato problemi di ordine pubblico".
E' poi intervenuta la consigliera del Pd Angela Zini: "Vorrei ricordare che esiste dal 2007 un centro regionale antidiscriminazione, con diramazione territoriali anche nella nostra provincia, che si occupano di fare attività consulenza, informazione e sensibilizzazione. Si tratta di strumenti forse poco conosciuti, ma molto utili e a disposizione di tutti, dalle istituzioni al singolo cittadini".
Il capogruppo del Pdl Giuseppe Pagliani ha voluto precisare invece "che sull'episodio sono intervenuti i vigili, per cui bisognerebbe meglio informasi su quanto realmente accaduto, la ragazza è stata invitata ad allontanarsi e non da dentro la moschea, ma addirittura da una panchina nelle adiacenze, spintonandola. E' stata discriminata una cittadina cattolica, che aveva al collo una catenella con un simbolo cristiano, questo è indubbiamente un atteggiamento razzista". Per il consigliere della Lega nord Paolo Roggero "si tratta di episodi che andrebbero condannati all'unanimità, oltre che assolutamente ascrivibili ad una questione di intolleranza etnica e religiosa, trattandosi di una donna non musulmana, che si trovava nei pressi di una moschea. Noi chiediamo che tutti quelli che vengono da noi si integrino, rispettando le nostre civili regole di convivenza".
"Porre la questione in questo modo è pretestuoso - ha detto la consigliera del Pd Lucia Gianferrari - perché si tratta di un episodio specifico, così come in provincia di Reggio ne avvengono altri di vario genere. Diverso è porre la questione in maniera articolata. Non è possibile parlare o perfino arrogarsi il dritto di civilizzare qualcuno, siamo in uno stato democratico dove le regole sono chiare.".
Sulla questione è intervenuto anche l'assessore alla Sicurezza sociale Marco Fantini: "Non sfugge la strumentalità con cui si è posta la questione. Senza alcun dubbio un episodio del genere va stigmatizzato e condannato, fermo restando che non è utile a nessuno portare all'attenzione di questo consesso ogni singolo episodio che si possa verificare in provincia e riconducibile ad una violenza di qualunque genere questa sia". Secondo l'assessore Fantini "sarebbe più importante ribadire l'imprescindibile rispetto delle leggi e della Costituzione" e affrontare la questione "non riducendo il tema ed avendo presente la complessità di una provincia che vede ben 141 provenienze differenti". L'assessore Fantini ha poi ricordato "il lavoro dell'assessorato, a partire dalla riorganizzazione della Consulta provinciale per l'immigrazione".
"C'è un problema di relativismo che porta a far finta di non vedere quello che sta succedendo - ha affermato il capogruppo della Lega nord Stefano Tombari - non possiamo negare che stiamo parlando comunque di una religione molto dura, ne è prova quello che è accaduto e non solo in questo caso. Questa religione e queste civiltà hanno una considerazione delle donne che va cambiata e gli sforzi di civilizzazione in questo senso non devono mancare. Stiamo parlando di etnie difficilmente compatibili, negarlo significa non voler riconoscere il problema".
"Una non condanna non farebbe che nuocere a tutti coloro che di altra nazionalità o di altra fede si comportano invece correttamente" ha detto il capogruppo dell'Udc Mario Poli, esprimendo "condivisione del documento, che sicuramente non avrà alcuna ripercussione negativa nei confronti della comunità islamica. E' però importante stigmatizzare certi comportamenti dando un segnale preciso".