Politica
03.02.2010Il bilancio comunale poggia sulla sabbia
Il centrosinistra ha approvato il bilancio di previsione 2010, inconsistente ed inaffidabile, come dimostrano anche taluni ordini del giorno presentati dalla maggioranza per sollecitare se stessa a fare tutto quello che nel bilancio non è previsto.
Il sindaco Delrio usa strumentalmente l'arma dei ricorsi al TAR contro il Governo, che gli chiede indietro 3 milioni di euro di Ici percepiti in più.
La verità è che il bilancio comunale si regge su entrate straordinarie di dividendi Enìa, proprio quando, è notizia di questi giorni, Iride ha lanciato un ultimatum ad Enìa a chiudere la fusione entro il 16 febbraio, se no tutto salta. Se non vi sarà la nuova società non vi sarà il maxi-dividendo di 6,5 milioni di euro inserito a bilancio. Inoltre anche i 2,2 milioni di euro derivanti da Riserve accantonate da Agac Infrastrutture ci sarebbero solo sulla carta, perché la liquidità in cassa non c'è. Il Comune di Reggio Emilia non può più vantarsi di essere virtuoso e rispettare tutti i parametri del Patto di stabilità. Nel 2010 è fuori di 5.4 milioni di euro e pure nel 2011 è previsto uno sforamento.
Di fronte a questi fatti il sindaco Delrio minaccia di non rispettare il Patto di stabilità, che già non rispetta. Pura propaganda per nascondere ai reggiani la realtà di un Comune che ha sperperato, per molti anni, in consulenze esterne, iniziative milionarie come la Settimana europea della Fotografia, incarichi dirigenziali, ed ora piange perché non è più in grado di garantire i servizi o il loro miglioramento, come nel caso del trasporto pubblico, e degli asili e scuole materne.
Infine uno slogan elettorale del sindaco recita: "Reggio Emilia città delle persone", ma i disabili hanno sempre più difficoltà a sentirsi cittadini come gli altri perché manca un piano per l'abbattimento delle barriere architettoniche.