Politica
02.02.2010Il federalismo fiscale che non c’è
Nel pieno di una crisi economica carica di incognite e di incertezza, dove tutti quanti noi siamo impegnati a trovare le formule migliori per addivenire ad un bilancio virtuoso, non possiamo non sottolineare le difficoltà che derivano dal Patto di stabilità.
Questa vera e propria spada di Damocle che pende sulla comunità reggiana impedisce di fatto di liberare quelle risorse che sarebbero necessarie in un momento di stagnazione economica per diventare volano dell'economia locale. Le idee e i progetti non mancano, ma questa impossibilità di esercitare il diritto-dovere di investire in opere per il beneficio della comunità, siano esse piste ciclabili, rotatorie, o riqualificazioni di quartieri della città, di fatto ci consegnano una situazione non virtuosa. Ci sembra giusto sottolineare come in un momento di crisi economica così forte, si assista a una de-responsabilizzazione del governo centrale sui vari capitoli di spesa, non mettendo in condizione i comuni di poter realizzare i progetti sin qui annunciati, con la inderogabile necessità di procrastinarli nel tempo.
Troppo facile parlare di abbassare il livello di tassazione dei cittadini e delle imprese, senza essere poi conseguenti nel rifinanziare gli enti locali che a stento riescono a erogare i servizi di base. Troppo facile parlare di sicurezza, che pure è in capo alle Forze dell'ordine, quando non si può assumere nessun nuovo Agente di polizia municipale, proprio in conseguenza del Patto di stabilità. Ad oggi non si è visto arrivare nessun uomo o mezzo in più, a fronte di un aumento della popolazione.
Sull'educazione e sulla scuola, il Comune di Reggio ha investito molte risorse, ma i tagli praticati dal ministro Gelmini creano disagi e una forte percezione di insicurezza tra genitori, docenti e alunni.
Mentre cresce la disoccupazione e la cassa integrazione, e di conseguenza viene a meno la capacità reddituale delle famiglie reggiane, assistiamo ad un disimpegno continuo e costante da parte del Governo verso imprese e famiglie, a fronte di una maggiore responsabilità che viene a capo degli amministratori locali.
Occorre addivenire prontamente a soluzioni virtuose, se si vuole affrontare la crisi economica, investendo in innovazione e nuove tecnologie, sapendo che alcuni filoni produttivi manifatturieri si ridimensioneranno o addirittura scompariranno. I recenti progetti che riguardano lo sviluppo del fotovoltaico, del solare, della banda larga, offrono opportunità alla comunità reggiana di nuovi orizzonti nei quali investire. Ma tutto ciò è affidato alla regìa della sola comunità reggiana, fortemente limitata nella capacità di spesa dal Patto di stabilità.
L'assenza del federalismo fiscale è evidente e palese. Smettiamola con la demagogia sulle questioni fiscali e ricerchiamo in modo uniforme la concretezza delle idee, dei progetti e delle risorse, che ad oggi sono inadeguate.