Politica
02.02.2010Nilde Iotti, meglio stare in silenzio…
Si sa che quando mancano gli argomenti si abbassa il livello del dibattito, arrivando a toccare abissi di povertà morale quasi imbarazzanti. Ma questa volta i due fogli di partito, Libero e il Giornale, hanno davvero toccato il fondo. Pur di difendere l'onorabilità dell'amato premier Silvio Berlusconi il giornalismo (se così si può ancora definire) di proprietà diventa un braccio armato, capace di costruire, addirittura secondo la formula del complotto, pagine intere sul presunto aborto della Nilde Iotti. Non mi addentrerò nello scrutare o sostenere una tesi rispetto ad un'altra (l'amica e confidente della Iotti, Loretta Giaroni, ha già spiegato bene, con giusto risentimento, come in realtà andarono le cose).
Mi interessa invece esprimere l'indignazione che, come me, penso abbia assalito tanti reggiani nel leggere quelle arroganti e meschine accuse alla nostra Nilde Iotti. Quelle pagine sono state un attacco vigliacco ad una donna che, in quell'episodio, ha certamente sofferto in una misura incomprensibile. La totale assenza di rispetto verso la persona riflette una sommar mancanza di umanità di una certa parte politica, spietata nello strumentalizzare anche un intimo e sofferto dolore privato.
Si è voluto quasi paragonare le vicende private di Nilde Iotti, prima donna nella storia a ricoprire la carica di presidente della Camera per tre mandati, alle avventure rosa del premier a palazzo Grazioli. La relazione fra la Iotti e Togliatti certamente fu mal digerita dal Pci. E' la storia che ce lo dice. Del resto scagli la prima pietra chi non fu moralista negli anni del primo dopoguerra...
Ma quella relazione si dimostrò ben presto una vera e sincera storia d'amore. Anche questo è la storia che ce lo dice. Ben altra merce sono le donne di compagnia di una notte, trasportate su aerei (privati o pubblici?) nelle proprietà private del premier per organizzare festini od altre amenità.
Credo davvero che dovremmo tutti tacere, regalando un meritato silenzio alla vita privata di Nilde Iotti (certamente sofferta) ed al suo noto riserbo. Il suo esempio di sobrietà e di riservatezza ancora oggi rappresenta un tesoro politico, istituzionale e morale per la nostra città e l'intero Paese. I "lavori in corso sulla modernità di Nilde Iotti" che saranno oggetto della meritoria iniziativa nel decennale della morte in programma per sabato in città non siano funestati da queste vili e volgari distrazioni.