Attualità
25.01.2010I catechisti? Li paga la Regione
Non hanno certo lesinato in fantasia nel presentare le domande di contributo: "Granello di Senapa", "Città per domani", "Nuovo Agorà", "Oratorio, trampolino per il mondo", "Mi fido di te", "Coviolo, una nuova organizzazione per l'oratorio", "Culture, i luoghi dell'incontro", "Per una formazione umana integrale", "OratoriAmo". Sono i nomi dei progetti presentati dalle parrocchie e dalle associazioni cattoliche reggiane nell'ambito della Legge regionale 14 approvata a maggioranza lo scorso anno in viale Aldo Moro per promuovere e sostenere le associazioni (non solo religiose, ci sono anche circoli Arci e cooperative) impegnate sul versante giovanile.
La maggioranza dei soggetti beneficiati dai soldi della Regione (650.000 euro nel 2009) sono però le parrocchie emiliano-romagnole, tanto che molti definiscono la Legge 14 come la "Legge sugli Oratori".
Un "soccorso pubblico" per la Chiesa che va a regolamentare, e premiare, una situazione religiosamente un po' "scandalosa", o quanto meno cristianamente scorretta: nel 2010 i catechisti e gli animatori parrocchiali si pagano! Dio e mammona non sono mai stati così attigui. E a pagarli, e qui il problema si trasforma da religioso a politico, sono i cittadini.
Ricapitoliamo.
Da anni si parla della crisi di vocazioni religiose soffermandosi su quella dei sacerdoti e delle suore. Pochi però si spingono oltre la sagrestia a indagare un fenomeno molto diffuso e che preoccupa le alte sfere ecclesiali: la mancanza di giovani leve per i servizi di catechesi ed animazione oratoriale.
Il risultato è che alla fine nelle parrocchie si finisce per stipendiare catechisti o animatori dal dubbio percorso formativo, spesso appartenenti ad altre realtà ecclesiali. Veri e propri "mercenari" dell'evangelizzazione che, per poche centinaia di euro, spesso con contratti atipici di collaborazione, riempiono di giochi e bans gli assordanti vuoti delle parrocchie reggiane.
Ma siccome, ormai, nessuno fa più niente per niente, dalle parrocchie si è levato il grido di allarme: fate qualcosa o entro breve avremo gli oratori vuoti. Un grido d'allarme che non ha lasciato insensibile il consigliere reggiano Marco Barbieri, cattolico doc, che si è fatto promotore in regione di una Legge che prevede una pioggia di euro per i progetti più meritevoli.
I progetti territoriali finanziati per la provincia di Reggio Emilia dalla Regione Emilia Romagna nel 2009 sono stati dieci: "Granello di Senapa" della Compagnia del SS. Sacramento - Caritas Reggiana (15.000), "Essere fratello" dell'Associazione Inter. RING 14 Onlus (12.000), "Città per domani" della Parrocchia San Francesco Da Paola (10.000), "Il nuovo agorà dei ragazzi e dei giovani della Val d'Enza" dell'Oratorio Camara (12.600), "Carosello" di Arci Nuova Associazione (10.640), "Freesbee" del Consorzio Solidarietà Oscar Romero (6.855), "Progetto bando 699" della Parrocchia S.Ambrogio in Rivalta (3.360), "Oratorio - trampolino per il mondo" della Parrocchia Santa Maria Assunta (6.986), "Mi Fido di te" - Associazione volontariato Il Sicomoro di Castelnovo Sotto (2.800), "Coviolo-Una nuova organizzazione dell'oratorio" - Parrocchia Ss. Gervasio e Protasio (1.161).
Quasi 80.000 euro: una bella "iniezione" di fiducia per le esangui parrocchie reggiane. Quello che non si dice apertamente è come sono utilizzati questi soldi: nella maggior parte dei casi, appunto, per pagare i catechisti e gli animatori di oratorio.
Ma la Regione controlla come sono effettivamente utilizzate le risorse messe a disposizione sul territorio?
"Certamente - spiega Marco Barbieri - essendoci un bando, ci sono anche controlli a campione per verificare l'esatta corrispondenza tra il progetto presentato e l'uso effettivamente fatto delle risorse. Ci tengo a precisare che la legge non finanzia i catechisti! Ma vuole essere un sostegno per i progetti di inclusione sociale e attività giovanile basati su proposte serie e concrete di parrocchie, associazioni e circoli. Inoltre abbiamo anche previsto finanziamenti per gli enti locali da destinare all'adeguamento delle strutture, dalle sale polivalenti agli impianti sportivi".